La memoria dell’acqua e il doppio cieco

Mar, 08/10/2019 - 18:20

La memoria dell'acqua è la presunta proprietà dell'acqua di mantenere un "ricordo" delle sostanze con cui è venuta in contatto. Alcuni affermano che, affinché si produca tale asserito effetto, l'acqua debba essere agitata ("succussa") a ogni diluizione di nuova sostanza con cui entra in contatto. Praticamente tale teoria doveva essere sconosciuta ai tecnici della regione Calabria quando acconsentirono a che venisse erogato un finanziamento al Comune di Siderno per un piano di caratterizzazione della zona compresa tra la statale 106, via delle Americhe (provinciale per Mirto), via Francesco Macrì (strada Lamia) e il torrente Lordo nel mese di giugno del 2017 finanziato con 174.000,00 euro. Da quella data sono trascorsi oltre 2 anni e molta acqua è passata sotto i ponti e i piezometri. I piezometri del mistero debbono necessariamente essere definiti perché i risultati sono avvolti nella nebbia delle scartoffie. Allora ci soccorre la nostra memoria e ci sovviene che non esiste alcuna prova scientifica che supporti l'esistenza del presunto fenomeno della memoria dell’acqua. Sebbene, infatti, siano stati pubblicati alcuni studi che sembravano comprovare tale fenomeno, in realtà tali studi non hanno superato la prova del doppio cieco mancando quindi della ripetibilità necessaria per dare attendibilità ai risultati vantati. Ecco perché non se ne sa più nulla! Perché non ha superato la prova del doppio cieco. Un esperimento in cieco o in doppio cieco è in termini figurativi un modo per definire un esperimento scientifico dove viene impedito ad alcune delle persone coinvolte di conoscere informazioni che potrebbero portare a effetti di aspettativa consci o inconsci, così da invalidarne i risultati. Il doppio cieco si può prospettare quando vi siano coinvolti, oltre agli sperimentatori, altri soggetti coscienti, tipicamente esseri umani. Capito? Un resoconto della vicenda potrebbe essere utile ai cittadini che restano sempre sospettosi e invece la situazione è chiara. O no? Nel sito del Comune vi è una sezione dedicata all’Amministrazione Trasparente in cui viene riportato il DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni) ed è in questo spirito che ben due associazioni hanno prodotto un’istanza di accesso civico con la volontà di rendere edotta la cittadinanza sull’esito della vicenda, ancora senza riscontro. A questo punto ci convince l’ipotesi che sia stato inutile spendere i 174.000,00 euro che potevano essere utilizzati per opere benefiche a favore delle famiglie che non innaffiano più gli orti con l’acqua contaminata da Tricloroetilene, Tetracloroetilene, dicloroetilene, bromodiclorometano, dibromoclorometano, cloroformio, manganese e ferro. Intanto nel Palazzo si discute se i piezometri devono essere spurgati oppure i campioni debbano essere prelevati ad acqua ferma. Quieta non movere et mota quietare è un motto popolare di lingua latina che può essere tradotto con “Non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato”. Appunto!

Autore: 
Arturo Rocca
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