La gaffe del welfare calabrese

Dom, 07/01/2018 - 16:40

Qualche giorno fa sul blog dell’UDI Catanzaro (Unione Donne Italiane) è apparso un articolo sulle case rifugio. Riportando testualmente: “Apprendiamo con sgomento (da catanzaroinforma.it –n.d.r.) , che il 21 dicembre scorso la Giunta Regionale ha approvato le modifiche al regolamento del 16 dicembre 2017 in materia di procedure di autorizzazione, accreditamento, e vigilanza delle strutture residenziali e semiresidenziali, socio assistenziali, in cui al punto 3.6. 2, laddove si parla di capacità ricettiva delle Case rifugio per Donne vittime di violenza o tratta con o senza minori, si legge “Donne in numero massimo di 6. La capacità può essere aumentata massimo da 4 figli di età superiore ai 3 anni, per i quali non verrà corrisposta alcuna retta, mentre verrà corrisposta la retta per i figli di età inferiore ai 3 anni”.
Così l’UDI denuncia una soluzione quantomeno parziale, poiché dalle rette verranno tagliati fuori i bambini sopra i tre anni e ovviamente anche le loro madri.
In una discussione su Facebook l’assessora Roccisano non spiega le ragioni di tale sbilanciata distribuzione dei fondi, ma si dice pronta a ricevere indicazioni e suggerimenti.
Più volte invitato a intervenire, Antonio Marziale non ha fatto alcun commento.
Attendiamo fiduciosi sviluppi positivi in merito.
Intanto, dopo le dichiarazioni dell'onorevole Wanda Ferro, che ha preso una dura posizione contro la risoluzione della Giunta Regionale, anche Arturo Bova ha espresso preoccupazione e perplessità. Facendo seguito alla denuncia dell'UDI Catanzaro, Bova ha incontrato Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, con cui sembrano essere state concertate delle soluzioni, subito proposte al governatore Mario Oliverio e alla dirigente di settore Rosalba Barone.
Oliverio ha assicurato una rapida modifica della variazione del Regolamento e quindi la copertura delle rette anche per le donne con figli maggiori di tre anni.

Autore: 
L.R.
Rubrica: 

Notizie correlate