L’indignazione di un ASP abbandonata a sé stessa…

Sab, 10/10/2015 - 16:42

E’ quanto meno allucinante l’abbandono dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, che assurge agli onori della cronaca per aspetti negativi, bollata da personaggi autorevoli e non, ultima nelle classifiche europee; dove i servizi sanitari e gli ospedali spoke sono lasciati alla mercè ed in balia delle onde e di qualche improvvido direttore o capo dipartimento; dove lavoratori lamentano carenze ed inefficienze sui servizi oltre che sulle spettanze; dove, a richiesta di qualche figuro, si continua ad imboscare gente e si cambiano repentinamente qualifiche ad infermieri, nel mentre si denuncia la carenza, che diventano collaboratori amministrativi anche in mancanza di titoli (es.: laureata in sociologia che diventa collaboratore amministrativo; infermiere che diventa assistente sanitario oppure ancora un’altra infermiere che in virtù di una laurea in infermieristica diventa collaboratore amministrativo); dove il sistema della “prorogatio” vale sia per gli appalti che per gli “incarichi” dirigenziali; dove l’abuso dell’art. 18 del CCNL è la norma fuori da ogni regola, contribuendo ancora di più a lasciare alla deriva una Azienda additata e messa alla gogna per tutti gli indicatori negativi. Per non parlare delle diverse relazioni inviate alla Regione che fotografano la “catastrofe” che incombe sulla Azienda Sanitaria, ribadita , qualora ce ne fosse bisogno, dalle dichiarazioni, ultime in ordine di tempo e apparse sulla stampa il 2.10.2015, del direttore sanitario -dott. Salvatore Barillaro-, che chiaramente e tristemente parla di “situazione drammatica” in cui versa l’ASP di Reggio Calabria.
In tutto questo il silenzio assordante di una classe politica, maggioranza ed opposizione, che su questa vicenda non dice una parola, ne esprime un rigo.
Ci fa specie e ci fa riflettere che, a distanza di un mese (9 settembre 2015) dalla notifica della deliberazione dell’ANAC a firma del dott. Cantone, l’amministrazione regionale non si preoccupa e non interviene per dotare l’ASP, perlomeno, di un’Amministrazione che sovraindenda, se non altro, all’ordinario.
Cosi come non capiamo che pur avendo nominato da dieci giorni una “triade” commissariale, della stessa, a tutt’oggi, non si ha traccia (ancora deve essere adottato il provvedimento di nomina?); per la gravità, le urgenze incombenti e per la drammaticità della situazione è un lasso di tempo notevole.
In tutto questo personaggi in cerca di autore si auto accreditano e cercano di “sistemare” piccole cose di bottega. Sedicenti demagoghi “agitatori di folle”, finito di “mungere”, come iene e avvoltoi che sbrano le carcasse, si lanciano in invettive “moralizzatrici”, usano a sproposito epiteti e soprattutto guardano “la pagliuzza nell’occhio del vicino” perché essendosi svegliati dal “letargo comatoso e putrescente” cercano un posto al sole pensando a recuperare margini e piccole beghe da presentare alla prossima amministrazione. Solo questo vedono tanto sono ciechi.
Il caos regna sovrano all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, ma è frutto e figlio di una gestione approssimativa, non solo dell’Azienda, ma della Regione che, da oltre un mese lascia senza guida e dopo aver disatteso una legge dello Stato, l’Azienda Sanitaria più disastrata d’Europa.
Non crediamo ci siano lobbies, poteri forti, trame oscure e complotti che operino contro questi amministratori, ci si passi il termine, alla base ci sono solo le loro malefatte e la loro incapacità, crediamo fondate sulla insipienza perché altrimenti dovremmo pensare a malafede, e continuano a lasciare sguarnita, senza governo, un’Azienda Sanitaria da loro stessi definita la più disastrata d’Europa.
Tanto chi paga? Sempre e soltanto i cittadini che devono rivolgersi, loro malgrado, alle strutture sanitarie, ed i lavoratori che si vedono minacciati anche nelle loro legittime spettanze.
Le chiacchiere sono a zero, ma della tanto proclamata inversione di “rotta” non si intravede nemmeno l’ombra, del tunnel non si vede l’uscita, intanto i debiti aumentano, il caos continua.
E la Politica? Sta a guardare. Come non fosse loro responsabilità. A meno che non sia questo il “progetto”, incrementare il caos perché solo cosi i mediocri emergono e già si stagliano all’orizzonte.

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