L’Aspromonte, lo scioglimento di Siderno, Salvini e l’itinerario degli scrittori

Dom, 30/12/2018 - 17:00

Il mese di Agosto lo inauguriamo con una bella chiacchierata sull’Aspromonte con l’allora Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bombino, che ci rivelò che per raccontare la nostra montagna dobbiamo ricorrere alla cosiddetta verità circolare: la verità assoluta infatti corre lungo un cerchio, fin quando non lo si percorre tutto, non è possibile conoscere la compiutezza di ciò che si ricerca. Finora, nel tentativo di raccontare l’Aspromonte, è stato percorso solo un arco di questo cerchio, quello che ne mette in evidenza i peccati, il dramma. Si è tralasciata, invece, l'altra parte del cerchio, quella che ne esalta la bellezza e che noi attendiamo di vedere narrata anche dai nostri colleghi.
In una calda serata di inizio agosto, quindi, arriva la notizia dello scioglimento dell’Amministrazione Comunale di Siderno per infiltrazioni mafiose. “Tranquilli - chiosa il sindaco Fuda non appena appresa la notizia - nelle carte non hanno trovato niente. Di questo ho la certezza matematica. Se hanno fatto appello alla fantasia, dovranno dimostrarla. Io li avevo avvisati: mi costituirò personalmente e presenterò ricorso anche perché sono curioso di sapere cosa hanno scritto nella relazione. Farò altre denunce, cui seguiranno interrogazioni parlamentari e vedremo dove si arriva. L'unica cosa da fare adesso è chiedere al tribunale competente di fissare presto le udienze.”
Con rude disinvoltura in una notte di agosto, prima di chiudere baracca e proclamarsi ufficialmente in ferie, il Consiglio dei Ministri ha gettato ancora una volta un'ombra su un'intera comunità, imprimendo deliberatamente un'impronta di mafiosità su ogni cittadino. "La 'ndrangheta non vi darà scampo, vi rimarrà appiccicata come il sole d'agosto dietro la nuca e le ginocchia. Nel frattempo, noi, ce ne andiamo in vacanza!" - si saranno detti chiudendo la seduta. E chi si è visto, si è visto.
Finti maniaci del rigore continuano, con le loro spettacolari conclusioni inappellabili, a condannare i cittadini di questo territorio a convivere con la mafia e la prassi pervasiva del malaffare.
Pur non conoscendo ancora le motivazioni dello scioglimento, pubblicate alla spicciolata nei mesi successivi, eravamo indignati per il fatto che uno dei nostri paesi fossi ancora una volta vittima di  una legge che da 27 anni aspetta di essere modificata. Una legge che, lo ricordiamo ancora una volta, prevede una sorta di sospensione amministrativa automatica del diritto di accesso alle cariche elettive, in conseguenza di un mero quadro indiziario, che fa riferimento a «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare con gli amministratori», senza precisare di che genere siano questi «elementi». A ciò va aggiunto che la decisione di questa sospensione è affidata a un organo governativo, non giudiziario. Si tratta perciò di una decisione squisitamente politica, oltre che altamente discrezionale. Inoltre, va sottolineato che né sindaci né consiglieri "incriminati" hanno la facoltà di approntare una difesa ai rilievi della Prefettura. E così, nell'attesa di conoscere le motivazioni, l'intera amministrazione che in tre anni ha retto nel migliore dei modi possibili Siderno è stata deliberatamente bollata come mafiosa. C'è chi esulta a questo marchio, lasciandosi cullare da quella piacevole sensazione all'altezza dello stomaco che si contorce in mille compiaciuti tuffi, ridendosela delle sventure altrui e sentendosi soddisfatto di sentirsi così. Non considera, però, che agli occhi dell'Italia, mafiosa diventa l'intera comunità e che, gli piaccia o no, dentro ci sta anche lui.
È chiaro che siamo d’accordo sulla necessità sacrosanta di impedire le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico di un comune; quello che lamentiamo è il cuor leggero con cui ogni volta si liquida il nostro territorio, utilizzando come alibi una mafiosità pervicace e inestirpabile che ci ricopre indistintamente come una colata di lava.
Di lì a dieci giorni Salvini sarebbe venuto a San Luca, una visita mossa da un odore di “malacarne” troppo invitante per resistere, più stuzzicante di un bikini. Allora invitammo i nostri conterranei a dare un senso alla visita del Ministro dell’Interno e convincerlo ad ascoltarci, senza permettere che la Democrazia venisse seppellita in Calabria.
Accolto come un vero e proprio salvatore, tuttavia, al Ministro degli Interni venne chiesto, sia dai cittadini che dai sindaci, di risolvere problemi che non gli competono. “Non sono Batman”, disse Salvini, una battuta che ci fece capire che un piano per San Luca e per la Calabria non ce l'ha. Infatti eravamo e siamo convinti che Salvini, piuttosto, sia come Joker: agisce senza pianificare. Anzi che faccia di più: prenda il tuo bel piano e lo ribalti contro di te! Questo perché sa benissimo che nessuno entra nel panico quando le cose vanno ‘secondo i piani”… anche se i piani sono mostruosi.
Alsciata da parte la politica, abbiamo lanciato quella che per noi, piccolo giornale di provincia, può essere una svolta per il nostro territorio: creare l'Itinerario degli Scrittori della Locride, attraverso cui, partendo da Africo Vecchio e proseguendo fino a Stilo, un visitatore potrà conoscere gli scrittori che hanno fatto grande la nostra terra. Un’idea che ancora oggi rimane solo un sogno, ma che nel caldo agosto del 2018 era stata accolta con entusiasmo da più parti, che ci auguriamo di veder presto collaborare con noi per poterla vedere finalmente concreta.

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