L’Anas e le sue priorità

Dom, 13/01/2019 - 17:00

Recentemente, nella bassa Locride, sono stati attuati da parte dell’Anas, sulla 106, tra Bianco, Bovalino e Ardore, due interventi di disfacimento e rifacimento del tappetino stradale. Il primo è stato attuato in primavera e il secondo nel mese di dicembre, anno 2018. Forse nessuno sapeva che detti interventi sarebbero stati attuati, probabilmente nemmeno i Sindaci dei tre predetti comuni ne erano a conoscenza. Sicuramente nessuno era convinto che gli stessi interventi fossero effettivamente necessari. I Sindaci dei comuni di Benestare, Ardore, Bovalino (Commissario prefettizio), Platì, Careri, San Luca (Commissario prefettizio) e Bianco, avevano chiesto all’Anas e al Ministero delle Infrastrutture che venissero realizzate lungo la SS 106, tratto Bianco – Ardore, in corrispondenza degli incroci con le strade provinciali, delle “rotatorie in modo tale da limitare la velocità dei veicoli in transito e gli attraversamenti irregolari delle carreggiate…” (Gazzetta del Sud del 06/04/2017, pag. 33). L’Anas non ha ritenuto prioritarie dette rotatorie e non le ha finanziate perché probabilmente è convinta che la velocità eccessiva si limita soltanto con il controllo elettronico. Negli ultimi anni si sono verificati tre o quattro incidenti mortali tra Reggio Calabria e Roccella, lungo la SS 106 e suoi raccordi, di automobilisti che si sono schiantati appunto contro le rotatorie che non avevano visto in tempo perché guidavano troppo veloce. Ancora prima, oltre dieci anni fa, a Siderno, tre o quattro ragazzi su un’autovettura “… hanno trovato la morte” sbattendo contro una rotatoria ubicata nella parte periferica a monte dell’abitato. Nel tratto della SS 106 Reggio Calabria – Melito sono diminuiti gli incidenti mortali soltanto dopo che sono stati installati da parte dell’Anas alcuni rilevatori elettronici che segnalano chi supera la media dei 90 km orari.
Però, prioritario non era nemmeno il suindicato rinnovo di tappetino stradale tra Bianco, Bovalino e Ardore.
Prioritario era tre anni fa, e tutt’oggi lo è, il Ponte Allaro, tanto che avremmo dovuto chiedere noi della Locride tutti uniti e con una sola voce: “vogliamo il Ponte Allaro ricostruito, fino a quando non ce lo ricostruirete non pretendiamo niente altro, nemmeno inutili tappetini stradali. Se nel contempo eseguirete sulla 106 altri interventi meno prioritari del Ponte Allaro, vi denunceremo penalmente, perché anche l’Anas è tenuta a rispettare le priorità”. Per non dilungarmi troppo, parlo in sintesi della procedura che si sarebbe potuta seguire per reperire rapidamente, coinvolgendo la Regione, la Città Metropolitana e la provincia di Catanzaro, il finanziamento per il rifacimento di almeno due corsie del Ponte Allaro, superando la restrittiva e formale concezione della “questione di competenza”. I finanziamenti possono essere concessi anche da chi non ha la competenza specifica. Regione, Città Metropolitana e provincia di Catanzaro avrebbero potuto con propri fondi concedere il finanziamento all’Anas, che avrebbe redatto il progetto esecutivo occorrente, appaltato ed eseguito i lavori. Per propri fondi intendo utilizzazione dei contributi europei che in genere non vengono mai utilizzati per intero.

Autore: 
Antonio Signato
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