Indagine “narcos italianos”

Lun, 02/07/2018 - 20:00
Giudiziaria

«Distaccamenti in territorio Peruviano V.R.A.E. (Valle dei fiumi Apurimac ed Ene) e Lima metropolitana hanno rilevato la presenza in Lima, distretti di Miraflores e Lurin del narcotrafficante Italiano Calabrese G.P. insieme ad altri due italiani. P. originario di Africo residente a Bova Marina nato nel settembre 1960 gestisce una organizzazione che invia cloridrato di cocaina in Europa insieme con sovversivi del VI FRONTE DELLE FARC-EP che operano nel nord del Cauca. I suoi soci sono il chimico G.P alias T.C. ex tenente colonnello dell'esercito Colombiano. Sua moglie L.H., C. E. E. L. originario di Buenaventura Valle, abitante in (….) 24 quartiere "El Retiro". Secondo i nostri contatti stanno per inviare valige da 20 a 25 chili dall'aeroporto Chavez di Lima con la complicità di agenti della sicurezza Peruviani. Utilizzano voli Iberia ib6650 con destinazione Madrid Barajas e coincidenza con i voli … da Madrid a Bologna Italia. Qui possono contare sulla complicità di agenti della (…). Operano preferibilmente il sabato con arrivo la domenica alle ore 18.00 o a mezzanotte:Crediamo che stanno disegnando rotte alternative marittime o aeree verso l'Italia».
Si tratta di un documento originale, specificatamente di una mail, inviata alle Autorità italiane dal quale emergevano precisi riferimenti in merito ad un traffico internazionale di sostanza stupefacente del tipo cocaina tra la Colombia e l'Italia.
Scatta l’indagine anche in Italia che porterà gli agenti della Polizia di Stato, dopo due anni di indagini, a dimostrare l'esistenza di un canale di approvvigionamento di cocaina fra la Calabria e la Colombia per un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti.
Il cartello calabrese riconducibile ad alcune delle più note agli investigatori famiglie africesi aveva assunto concrete e avanzate iniziative per la pianificazione e la realizzazione di compravendita di droga lungo l'asse Reggio Calabria - Bogotà, da far arrivare verosimilmente al porto di Gioia Tauro, attraverso apposite società operanti nel settore della importazione di prodotti ortofrutticoli, ovvero per via aerea mediante corrieri adibiti al trasporto della droga in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia, con la complicità di un appartenente alle forze dell'ordine e a società di vigilanza privata nell'aeroporto.
Le indagini contro il narcotraffico condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, anche attraverso pianificate e congiunte attività coordinate su scala internazionale dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dal Servizio Centrale Operativo, hanno svelato le dinamiche di rilevanti traffici di cocaina tra la Colombia e la Calabria, con il coinvolgimento di soggetti legati ai narcos del Sud America.
Nel corso delle investigazioni in Italia, in Colombia, Perù, Repubblica Domenica e Spagna sono stati impiegati investigatori esperti nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti che hanno permesso il sequestro in Italia e in Spagna di consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri di sostanza stupefacente sono stati effettuati nel corso di specifiche operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e presso l'aeroporto Barajas di Madrid da parte delle rispettive forze di polizia (Polizia di Stato Italiana e Cuerpo National de Polizia – Comisaria General de Policia Judicial – U.D.Y.C.O. Central). Le indagini hanno permesso di sventare l'importazione di oltre 35 chili di cocaina, organizzata fra la Colombia e la Calabria. La droga sarebbe giunta in Italia nascosta in un container di frutta o pesce surgelato. Per questo fine, alcuni trafficanti calabresi avevano allestito nella Locride un esercizio commerciale per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamericano.
Nei mesi scorsi ci è concluso in primo grado il processo in abbreviato che ha registrato condanne per poco più di 120 anni di carcere.

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