Il pentito Costa: “Siderno crocevia della cocaina”

Sab, 18/02/2017 - 12:52

«Tra il 1987 e il 1990 ricordo che, mentre andavo a trovare Domenico Commisso, incontrai Cosimo Commisso, il quale mi disse che gli dovevano arrivare 90 kg di cocaina e mi chiese se mi potevano interessare». A effettuare questa dichiarazione ai giudici, nel settembre 2012, è stato il collaboratore di giustizia Giuseppe Costa, le cui affermazioni sono in questi giorni al vaglio del pm Antonio De Bernardo, che deve stabilire se acquisirle o no agli atti del processo Ape Green.
«Risposi a Cosimo Commisso che non sapevo a chi venderla - continua Costa - ma so che l’hanno consegnata molti siderei; tra questi Michele Curciarello, per circa 500 grammi alla volta, credo per tramite di Rumbo, nonché altri di Gioiosa Jonica.
«Oggi il traffico di droga a Siderno è retto dal “mastro”, da Franco Rumbo e da Antonio Galea - continua il collaboratore - Anche quelli di Gioiosa si servono dai Commisso. Ricordo che quanto è venuto qui al carcere Zavettieri, proveniente da Livorno, mi disse che lì al carcere di Livorno si trovava con Antonio Albanese, Luigi Mancuso e Antonio Commisso “l’avvocato”; di quest’ultimo mi ha detto che ancora trafficava in droga e, nonostante le grandi disponibilità economiche, era molto avaro.
«Nella ‘ndrangheta di Siderno - prosegue Costa riferendosi alla figura di Antonio Commisso “u bucatu” - ha una caratura di grosso calibro, è ascoltato alla pari del fratello, molto intelligente e furbo, taciturno ma “fa i fatti”, è un grosso trafficante di droga. Ritengo che in molti omicidi avvenuti a Siderno è coinvolto o ha dato col suo benestare. A livello ‘ndranghetistico, Antonio Commisso conta quanto e più del fratello Giuseppe “il mastro”».
Fonte: Cronache delle Calabrie

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