Per il nostro caro nonno Mimì Raso

Dom, 15/04/2018 - 16:20

Vi chiederete come mai proprio io vi sto parlando di mio nonno a nome di tutti. Ebbene perché io venendo da Torino sono il nipote più distante, per arrivare fino a qui oggi ho abbracciato tutta l Italia. Proprio come ha fatto il nostro nonno Domenico Raso. Chi lo conosce bene sa che andava oltre ogni confine. Un vero campione di generosità e affetto verso tutti. Lui è stato un precursore della Globalizzazione perché in lui era innata. Sin da ragazzo per superare le criticità economiche della sua famiglia emigrò nelle diverse cittadine del Nord dando sempre esempio di generosità e di operosità a favore delle ditte in cui lavorava. Per cui a distanza di numerosi anni i datori di lavoro lo contattavano e lo incontravano con spirito di festosa riconoscenza. Il bar era il locale delle feste estive quando gli emigrati si ritrovavano e si raccontavano le vicissitudini dopo un anno di lavoro. Ma per gli amici dei paesini vicini diverse erano le occasioni di incontro conviviale, l ultima fino a tre giorni fa. Tante sono le porte che ormai in questi paesini giornalmente si chiudono in modo definitivo. Stavolta chiudiamo una porta lasciando grande amarezza in quanti l hanno frequentata e sono veramente tante le persone che pur solo passandovi davanti a quella porta Nonno Mimi li costringeva ad entrare e a bere qualcosa, non si accettavano rifiuti, vi era una sola risposta: trasiti e pigghiativi cocchi cosa un accoglienza riservata a tutti, conoscenti e non, Particolarmente ai bisognosi, lui si faceva a pezzi per tutti, per chiunque avesse bisogno. Ma la gioia più grande era riservata a quando riusciva a riunire la famiglia con tutti i nipoti che adorava. Qualche anno fa hai lasciato col fiato sospeso tutti gli amici delle nostre zone per quel brutto incidente che hai avuto in montagna a soli due giorni dal pensionamento. In quell'occasione abbiamo avuto il riscontro se ce ne fosse stato bisogno, di quanti amici a cui avevi conquistato il cuore, in ospedale e a casa non ti hanno mai lasciato solo& quel bar chiuso con gli amici seduti ad aspettare in un clima di tristezza parlava a quanti passassero lì davanti. Un riguardo particolare avevi per le forze dell'ordine sin da quando la caserma era di fronte a casa tua, rivolgendo loro sempre parole e gesti di rispetto e di affetto.
Qualche giorno fa in occasione della Pasqua, dalla cabina telefonica del tuo bar, con gli auguri di Pasqua ti sei congedato definitivamente da tutti gli amici sparsi nel mondo: era l ultimo saluto. Il tuo grande cuore ci ha traditi cessando improvvisamente di battere e chiudendo così una storia di una vita meravigliosa dedicata alla famiglia, agli amici e al lavoro.
Ci piace immaginare che mentre siamo riuniti qui accanto al tuo corpo dispiaciuti per il distacco, per te in cielo ci sarà una grande tavola imbandita a fare festa con la Madonna degli Angeli e San Rocco di cui tu eri tanto devoto, e li con te tutti i parenti e gli amici che ti hanno preceduto in questo passaggio. Noi avremo un angelo in più su cui contare e chiedere aiuto.
Hai combattuto una battaglia da campione. Hai terminato la tua corsa. Hai conservato la fede in Dio. E come nello sport, Caro Nonno Mimi, un campione come te diventa LEGGENDA.

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