Il grido di Monsignor Oliva

Dom, 07/12/2014 - 22:32
La veglia di preghiera per il nosocomio di Locri si chiude con un'invocazione: «Non chiudiamo l'ospedale. Perderemmo la nostra dignità!»

Le fiaccole che illuminavano la fredda serata di fine autunno tremolavano allo spirare di una brezza insistente. Avvolte nei propri giacconi, un centinaio di persone si erano radunate nel piazzale dell’ospedale di Locri e ascoltavano con attenzione le parole di apertura di una veglia di preghiera fuori dall’ordinario. Mentre il corteo si muoveva lentamente verso la struttura ospedaliera, le parole del vescovo e di alcuni fedeli, attraverso la cassa portatile, scandivano un rosario che assumeva l’aria di una funzione itinerante, un momento di raccoglimento che volgeva il proprio pensiero al prossimo e, in particolare, ai degenti che si trovavano oltre quelle mura. Le sagome dei pazienti e di chi era andato a trovare i familiari bisognosi di cure, si affacciavano progressivamente dalle finestre dell’ospedale al passare del corteo, come se si trattasse di una hola composta e silenziosa, fatta a sostegno dell’ospedale e di chi lo fa sopravvivere con il proprio impegno. Proprio a queste persone ha voluto rivolgere il suo pensiero monsignor Oliva che, presa per l’ultima volta la parola dopo aver recitato “L’eterno riposo”, ha sottolineato le qualità di una società che crede nei propri servizi nonostante le difficoltà, che aiuta il bisognosi mettendo solo in secondo piano il profitto e mette in pratica le virtù cristiane in contrapposizione al progresso spersonalizzante che ci viene richiesto dalla modernità globalizzata. Le parole di congedo del vescovo, dedicate alle istituzioni, hanno invocato una presa di coscienza, utile a comprendere che la frettolosa chiusura di un centro sanitario strategico non solo per la città di Locri, ma per l’intera Locride, potrà arrecare solamente danno. Ciò avverrà nei confronti non solo di chi è costretto ad affrontare un’emergenza, ma della società tutta, che perde dignità assistendo a un arresto dello sviluppo e all’oblio dei lavoratori onesti, che quotidianamente si applicano per aiutare gli altri. Tra i volontari di Hospitalité e i cittadini sensibili all’argomento, personalità illustri della Locride, come il sindaco Giovanni Calabrese, che si è detto soddisfatto di aver assistito alla condivisione da parte del vescovo di una battaglia che lui ha portato avanti per mesi. «Il sostegno da parte della massima autorità religiosa del territorio - ha continuato il sindaco di Locri - è veramente molto importante, così come importanti sono state le parole pronunciate, utili a comprendere quale percorso potrebbe essere intrapreso in futuro. Mi ha fatto piacere la partecipazione di tanti cittadini e, soprattutto, di tanti sindaci della Locride, che hanno dimostrato di aver compreso quanto la situazione sia critica, benché non ancora del tutto compromessa. L’ospedale non è dell’intera Locride e questo momento di preghiera promosso da monsignor Oliva deve scuotere le coscienze soprattutto nella nuova amministrazione regionale, alla quale chiediamo aiuto con grande fiducia.»

Autore: 
Jacopo Giuca
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