I sindaci della Locride si confrontano sulla problematica LSU/LPU

Mar, 09/01/2018 - 18:20

Nella serata di ieri, presso la Sala Consigliare del comune di Siderno, l’assemblea dei sindaci della Locride si è riunita per discutere le modalità di stabilizzazione del Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità della regione Calabria, alla luce delle nuove norme introdotte il 1º gennaio scorso. Oltre ai 25 sindaci del comprensorio, nella sala consiglio erano presenti anche il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico Sebi Romeo, il presidente calabrese dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Gianluca Callipo, il dirigente regionale Pasquale Capicotto, il dirigente generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria Fortunato Varone e il presidente regionale delle autonomie locali Salvatore Lamirata.
L’argomento della stabilizzazione degli LSU/LPU, che sta creando non pochi grattacapi ai sindaci, dubbiosi per le modalità necessarie a raggiungere questo obiettivo, sono state introdotte dal presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride Franco Candia e dal  presidente del Comitato Rosario Rocca, che hanno colto l’occasione per palesare anche le proprie perplessità in merito. La richiesta, alla quale si sono accodati anche gli altri sindaci presenti in aula, è che la politica si faccia carico della problematica evitando di continuare su una strada che ha scaricato tutte le responsabilità su di loro.
L’intervento di Lamirata ha dunque riepilogato come si è giunti all’applicazione della norma attuale per la stabilizzazione dei lavoratori precari che, purtroppo, nonostante gli sforzi della legge Madia, non è comunque divenuta una certezza. Per questa ragione, il Presidente regionale delle autonomie locali ha invitato sindaci e regione a lavorare assieme, mentre Gianluca Callipo ha assicurato che, una volta assunti gli impegni da entrambe le parti, sarà compito della divisione regionale dell’ANCI intavolare un dialogo con il Governo per dirimere del tutto la questione.
L’incontro è stato concluso dall’intervento di Sebi Romeo, che ha indicato nel confronto il mezzo migliore per raggiungere un risultato in tempi brevi. «Sono assolutamente d’accordo sul fatto che il problema sia politico - ha chiosato il capogruppo PD in consiglio regionale - e che ci sia una responsabilità collettiva. Stiamo lavorando per i diritti da riconoscere e per fare uscire questi lavoratori dalla precarietà costi quel che costi».

Rubrica: 

Notizie correlate