Gli indimenticabili 50 anni di Giovanni Calabrese

Dom, 11/08/2019 - 17:00

Nei suoi sei anni di amministrazione il sindaco di Locri ci ha abituato a un comportamento spesso sopra le righe. La mancanza di peli sulla lingua, i botta e risposta istituzionali con rappresentanti locali, regionali e nazionali, l’ira funesta esternata in occasione della manifestazione per l'ospedale di Locri, le lettere a Gesù bambino e il “Multati da solo” gridato a un vigile urbano sono solo alcuni dei fatti di cronaca di cui Giovanni Calabrese è stato protagonista. Ovvio, dunque, che un personaggio privo di mezze misure come lui dovesse fare qualcosa di estremo in vista dei suoi 50 anni, splendido traguardo che il nostro ha tagliato lo scorso 8 agosto. E quale regalo migliore del divenire simbolo della resilienza meridionale e del riscatto del sud? Dopo l’operazione del 2 agosto, che ha tagliato le gambe di un malaffare serpeggiante e vigliacco, Calabrese è divenuto un simbolo di speranza in grado di dimostrare che la Locride sia tutto fuorché una terra irredimibile e che la salvezza della Calabria passa dal cambiamento impresso da chi questi luoghi li ama davvero. Il “qui non cambierà mai nulla” dei soliti noti si è trasformato in una sola notte nel “vedrai che cambierà” che Battiato grida con disperata convenzione nella sua toccante “Povera Patria”. Al grido di disperazione dei cittadini onesti si è sostituito il sospiro carico di speranza rappresentato da quel gigante buono che, toccato negli affetti dalle affusolate dita del male, ha continuato ad amministrare la sua città con una dignità commovente, lasciando che fossero le carte della giustizia a raccontare il suo dramma e non il piagnisteo al quale molti uomini politici ci hanno abituato in questi anni. E, allora, caro sindaco, si goda questo straordinario regalo di compleanno che, nel suo altruismo sopra le righe, ha voluto condividere con tutta la comunità non solo locrese, ma dell’intera Locride. Noi, dal canto nostro, cercheremo di prendere esempio da lei e da quei commercianti e professionisti che non hanno voluto abbassare la testa, nella speranza che lei possa essere il primo di uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento Calabrese!

Autore: 
Umberto Landi
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