Giacomo Giovinazzo: “I vini calabresi si fanno strada sul mercato internazionale”

Dom, 14/04/2019 - 12:00

Il Vinitaly, Salone internazionale dei vini e distillati di Verona, dal 1967 rappresenta un appuntamento annuale per produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader del panorama vitivinicolo mondiale. Ogni anno al Vinitaly vengono organizzati convegni che affrontano le principali tematiche legate alla domanda e offerta del vino, allestite aree espositive dedicate ai produttori di vino e alla promozione del Made in Italy, creati dei workshop e dei buyers club e organizzate ricche degustazioni di vini italiani e stranieri. All’interno di tutte queste eminenze territoriali spiccano anche le eccellenze enogastronomiche e vitivinicole calabresi. Se nel 2014 le aziende calabresi presenti alla manifestazione erano trentaquattro, nell’edizione di quest’anno se ne contano settantatre, segno inequivocabile che il settore vitivinicolo della nostra terra è in costante crescita, dato confermato, tra l’altro, da un maggior interesse degli acquirenti esteri nei confronti dei nostri vini.
L’unione di vino, territorio e cultura, di cui la nostra Regione vanta un ampio curriculum, ha permesso in questi anni di creare una sinergia tra turismo ed enogastronomia migliorando non soltanto l’offerta turistica ma anche l’accessibilità da parte dei visitatori nella nostra Regione. Per capire come i nostri vini abbiano conquistato sempre più spazio al Vinitaly e nei mercati mondiali, questa settimana abbiamo intervistato il Direttore del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari alla Regione Calabria, Giacomo Giovinazzo.
Che bilancio può trarre la nostra regione da questa edizione del Vinitaly?
Questo lo vedremo con il tempo, ma anche solo guardando ai primi due giorni abbiamo registrato sia un aumento di presenza delle aziende calabresi sia una maggiore affluenza di pubblico nei nostri stand. Posso affermare che il vino calabrese sta suscitando molta curiosità ed è importante trasformare questa curiosità in espansione e profitto per i nostri produttori.
Quest’anno la regione Calabria ha migliorato l’organizzazione dei propri stand in modo da renderli più accoglienti e favorire una maggiore partecipazione da parte dei visitatori. Cos’altro si può fare per rendere ancora più efficienti gli spazi?
Il nuovo metodo organizzativo è stata una scelta condivisa da tutti. Abbiamo accolto le richieste avanzate dagli imprenditori in modo da gestire al meglio gli spazi e favorire una maggiore partecipazione e integrazione. Tuttavia, ci sono alcune cose che possono essere ulteriormente migliorate: per le prossime edizioni, ad esempio, ritengo che sarebbe utile prevedere un maggiore spazio per esporre le grappe e i distillati.
Negli anni scorsi le aziende hanno avuto difficoltà a interagire e conoscersi tra di loro mentre in questa edizione sembra che questo trend negativo sia stato invertito. Quanto è importante per le imprese fare “rete”?
Le fiere si fanno proprio per presentarsi all’estero e costruire rete tra le imprese. La sola presenza delle aziende in queste manifestazioni è sinonimo di socialità. Da questo punto di vista, uno stand con settantatre aziende come quello calabrese, rappresenta non soltanto il fattore di crescita del panorama vitivinicolo ed enogastronomico della nostra regione ma anche il modo migliore presentare al mercati estero i nostri prodotti.
Oltre ai miglioramenti economici, di visibilità e di crescita, la produzione del vino ha migliorato anche l’immagine delle aziende. Come spiega questo fenomeno?
È in atto un miglioramento che comprende non soltanto l’immagine che trasmette un’azienda ma anche la qualità dei suoi servizi, l’offerta proposta ai mercati nazionali e internazionali e i numeri di bottiglie prodotte. Siamo passati da dieci a sedici milioni di imbottigliamenti in Calabria e nonostante si stia assistendo a una maggiore richiesta sul mercato di vini rosati e spumantizzati mi fa piacere constatare che in ogni linea produttiva si fa attenzione a salvaguardare la nostra tradizione e biodiversità.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri & Gaetano Marando
Rubrica: 

Notizie correlate