E’ scontro nell’asociazione dei sindaci

Sab, 08/12/2007 - 00:00

Per il momento lasciamo da parte le argomentazioni che il sindaco di Caulonia, Ilario Ammendolia, pone al centro del suo ragionamento circa “la necessità di una svolta del comitato dei sindaci” della Locride per ritornare a quella tormentata vicenda che è costituita dalla istituzione di quella “scuola infermieri”, la quale per alcuni sindaci costituisce un indispensabile strumento di sviluppo del proprio “orticello” (diremmo solo in senso elettorale).
Lo facciamo appunto perché la diatriba tra il sindaco di Locri Francesco Macri ed il sindaco di Roccella Jonica sen. Sisinio Zito non presenta alcun elemento di discontinuità.
Anche se sembrerebbe che le attività formative della scuola infermieri siano già iniziate, ciò ci fa ritenere che tutta la questione, per come è stata impostata dai due sindaci, ci porta indietro nel tempo, a quella che fu una guerra senza quartiere tra Reggio Cal. e Catanzaro quando si trattò di dover localizzare il capoluogo di regione.
Ora per molti il paragone sembrerebbe assurdo non tanto per lo scontro di piazza che a quel tempo ci fu nella città reggina, (riuscirà il nostro lettore ad immaginare come i due capipopolo Macrì /Zito, cicciofranchoni per adozione, guideranno le rispettive truppe al grido “boia chi molla”?), quanto per riscontrare l’ennesima riconferma di un agire politico che bada esclusivamente a rafforzare il proprio feudo, se è vero come è vero che ad esempio questi due amministratori non hanno adoperato lo stesso impegno (… fora du meu, aundi pigghia, pigghia … ) sulla chiusura dell’ospedale di Siderno.
Pur essendo naturalmente ovvio che il processo formativo dei nuovi infermieri necessiti di percorsi integrati tra teoria e pratica e quindi delle strutture ospedaliere, come dire la teoria a Roccella Jonica (leggi Reggio Calabria/Consiglio Regionale) e la pratica a Locri (leggi Catanzaro/Giunta Regionale), appare chiara la disarticolazione della attività formativa. 
Ma tutto ciò ai nostri amministratori importa poco o nulla, anzi vi è la rivendicazione, più o meno legittima, da parte del sindaco di Roccella Jonica, senatore Zito, di “essere stato lui ad attivarsi per la creazione di questa scuola e quindi nessuno potrà permettersi di “scippare” questa sua creatura”.
Sebbene non sia nostra intenzione polemizzare anche con il sindaco di Caulonia Ammendolia, eventualmente per questo ne avremo tempo ed elementi, non foss’altro perché conosciamo abbastanza bene il suo percorso politico e la sua attività amministrativa, ma ci coglie di sorpresa quando, dopo aver fatto una implacabile disamina sulle inefficienze ed incapacità di singole amministrazioni comunali della Locride e di questo enigmatico (a chi e per cosa serve) “comitato dei sindaci” (ha! già, l’unione fa la forza) si domanda: “C’e qualche colpevole?” , ”Qualcuno da far sedere sul banco degli imputati o da indicare al pubblico ludibrio”.
Ora che l’Ammendolia non provenga da “A .... na” lo sappiamo tutti, ma è “quell’ “assolutamente no!, che per alcuni versi ci fa rabbrividire. Con questo non si vuole mettere alla gogna nessuno, ma allora con chi se la devono pigliare le popolazioni della Locride se le loro condizioni di vita in termini qualitativi e quantitativi peggiorano sempre di più; come si esce da tunnel se ad esempio difronte a discussioni tematiche come il piano strategico (ma che belle parole!) di sviluppo della locride – per come afferma  lo stesso Ammendolia – gran parte dei sindaci era assente” e quelli presenti distratti e sonnolenti.
No! cosi non si va da nessuna parte, anzi si torna indietro.
Per andare ulteriormente indietro, anzi per andare al superamento dei campanilismi facciamo provocatoriamente la proposta – visto che Siderno si trova tra i due comuni in una guerra fratricida e visto che secondo il consigliere regionale Cherubino la struttura di Siderno rimarrà ospedale ed ancora, per porre fine a questa litigiosità ovvero per tagliare definitivamente la testa “ai tori”, perché non portare a Siderno (questa volta) la “benedetta” scuola infermieri?
Non pretendiamo alcuna risposta, ma vorremmo sentire il parere in merito dei sindaci dei 42 comuni della Locride, se è vero che questa zona “non ha bisogno di lacerazioni e lotte personali”.

Autore: 
Amedeo Macri
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