Dopo 91 anni la statua di San Rocco viene fatta scendere dalla sua nicchia

Dom, 11/08/2019 - 18:20

Tempo di estate, tempo di eventi, tempo di feste. Lo Spirito soffia, suggerisce, invita. D’altra parte c’è chi accoglie, organizza, fa crescere il desiderio della preghiera, della conoscenza, della grazia che accoglie una Comunità in preghiera.
È quanto successo a Donisi, piccola frazione in periferia di Siderno. Nella graziosa chiesetta di Maria Santissima del Rosario, per la prima volta dalla sua collocazione in chiesa, la statua di San Rocco è stata fatta scendere dalla nicchia dove era stata posta. Sono passati novantuno anni da quando la statua del Santo fu offerta alla Chiesa, dal Signor Giuseppe Gentile e da allora non si era creata un’occasione per venerare il Santo esponendo la statua in chiesa alla portata dei fedeli.
È stato in questo mese di agosto 2019, grazie alla disponibilità di una nipote del compianto donatore, e del figlio stesso, Francesco Gentile, che si è pensato di organizzare una novena in onore del Santo, che ha avuto inizio mercoledì 7 agosto e si concluderà venerdì 16 c.m. con una Celebrazione Eucaristica che sarà celebrata dal parroco della Parrocchia Mirto-Donisi, don Marius Okemba Mesmin.
Novantuno anni possono sembrare tanti, come possono sembrare pochi, dipende da che lettura si fa della storia.
La storia della chiesetta di Donisi è una bella storia, ricca di eventi, una storia di pietà popolare, ma anche una storia di fede, dove la stessa Comunità si è ritrovata a fare il suo cammino spirituale non facile, ma sempre pronta a rialzarsi a ogni caduta. La stessa chiesetta era stata costruita da una famiglia per devozione privata e lo stesso donatore a suo tempo vi faceva da chierichetto.
Oggi la chiesa appartiene alla Diocesi di Locri-Gerace, guidata dal presule Mons. Francesco Oliva.
Nella chiesa oltre alla statua di San Rocco, si trovano quella di Sant’Antonio, del Sacro Cuore di Gesù, della Madonna Addolorata, di Santa Rita, e di San Giuseppe, i quali hanno trovato spazio nella devozione del popolo, anche grazie alla disponibilità dei parroci che si sono susseguiti e che hanno guidato la suddetta Comunità Parrocchiale alla preghiera. 

Rimandiamo ad altre occasioni questa lunga e affascinante storia della chiesa di Donisi, per occuparci della storia di questo venerabile Santo, e soprattutto della sua spiritualità e del suo carisma.
Per aiutare i fedeli alla conoscenza del Santo, riportiamo una breve sintesi della sua storia.
San Rocco (Rocco di Montpellier), nasce in Francia intorno al 1346/1350. Muore a Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto 1376/1379.
Nasce da genitori avanzati in età e da loro riceve un’educazione molto religiosa. Venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, è stato un pellegrino e un taumaturgo francese. È il Santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore contro la peste.
Il suo carattere amabile, e la sua prontezza a prestare assistenza ai bisognosi, lo rendono simile a San Francesco di Assisi al quale era molto devoto.
Perduti i genitori in giovane età, distribuisce i suoi averi ai poveri e si incammina in pellegrinaggio verso Roma.
Arrivato ventenne in Italia in tempo di peste, si dedica con vera dedizione senza limiti di tempo e spazio, a curare i malati che non si contavano più.
Molti di loro guarivano in modo miracoloso quando li toccava con un segno di croce. Nel ritorno da Roma a Montpellier, è colpito anche lui dalla peste, in corso a Piacenza. Per non mettere a rischio altre persone, si rifugia in una grotta sulla via di Francigena.
Qui si narra che un cane ogni giorno gli portava un pezzo di pane: ecco perché il Santo viene raffigurato con a fianco un cane con in bocca un pezzo di pane. Fu soccorso in seguito dal proprietario del cane, il nobile Gottardo Pallastrelli, che si prese cura di lui.
Terminata la peste a Piacenza, decide di rientrare in Patria.
Arrivato a Voghera, avvolto in poveri abiti e col viso sfigurato dalla sofferenza, fu scambiato per una spia.
Legato e condotto dinanzi al Governatore, un suo zio paterno, che non lo riconobbe (ed egli nulla fece per farsi riconoscere), fu fatto prigioniero.
Visse la prigionia nel silenzio e nelle privazioni di tutto. Rocco morì in carcere a trentadue anni.
Accanto alla sua salma venne ritrovata una tavoletta, sulla quale erano incisi il nome di Rocco e le seguenti parole:
“Chiunque mi invocherà contro la peste, sarà liberato da questo flagello”.
La meraviglia più grande è stata il riconoscimento del corpo, da parte di una dama, la nonna di Rocco e madre del Governatore, grazie alla croce rossa impressa nelle carni di Rocco; una angioma a forma di croce che Rocco aveva sin dalla nascita.
Papa Gregorio XIII fissò la festa al 16 agosto.
Urbano VIII approvò il culto nel 1629.
Ma il popolo lo aveva già acclamato santo, quando nel Concilio di Costanza del 1414, i Padri Conciliari decisero di portare il santo in processione per liberare la città colpita dalla pestilenza.
La città fu in breve tempo liberata dal morbo. 
Le reliquie del Santo, in un primo tempo conservate a Venezia, furono poi portate a Genova, presso la Chiesa di San Rocco di Vernazza.
Altre parti di reliquie, sono conservate in altre città di Italia.

Autore: 
Silvana Stalteri
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