Da 9 mesi senza stipendio

Lun, 14/01/2008 - 00:00

Quaranta ore di lavoro a settimana e non certamente in una profumeria. Un responsabile, una biologa e due operai gestiscono l’impianto di depurazione consortile che serve quattro comuni della locride: Siderno, Gerace, Locri, Antonimina e Grotteria Mare. Da nove mesi non percepiscono lo stipendio. Una situazione di abbandono, sempre meno sopportabile. Da martedì 15 Gennaio è sciopero per due su quattro. Per adesso il responsabile e la biologa hanno alzato bandiera bianca.
 I due operai Antonio Dolissi e Giuseppe Sansalone no! Non ci stanno e anche se non abbandoneranno, per una questione di responsabilità, l’impegno preso con degli irresposabili, la protesta è avviata.
In qualsiasi altro territorio una tale decisione si sarebbe presa molto prima. Hanno sperato in un’inversione di tendenza, hanno creduto all’inverosimile. Niente risposte, salvo qualche promessa. Niente quattrini e tanta rabbia. Chi non ha rispettato gli impegni ha un nome: Stiamo parlando della “Siderno Ambiente spa” che ha sede a Rovigo e che in questi lunghi nove mesi ha preteso lavoro, finanche la domenica, persino nei giorni di festa, senza dare nulla in cambio. Una società, che non centra nulla con l’amministrazione sidernese, e che con l’indiffernza e la strafottenza ha creato un precedente senza riscontro a queste latitudini. Anche all’interno di attività che vivono insuperabili difficoltà economiche il sostentamento di una famiglia è materia seria: forse questo a Rovigo non lo sanno. Forse lo sforzo, la fatica di questi quattro lavoratori vale di meno di quella dei lavoratori veneti…vale niente. I fatti del resto ci fanno pensare a questo. Ed è molto grave. Non è una denuncia, è molto di più. La dignità di un padre di famiglia non può essere bandita né a Rovigo e né in qualsiasi altro posto. Vergogna!
Prima di continuare mi prendo una licenza, cambierò il nome alla società di gestione del depuratore e la chiamerò: la “Rovigo Ambiente spa” è difficile infatti accostare il nome di un paese della locride a una tale ingiustizia.
Nel frattempo “Rovigo Ambiente spa” continua ad acquistare mezzi nuovi, altri macchinari adempie a tutto meno che agli stipendi degli operai.
Addirittura l’amministrazione comunale di Siderno, per venire incontro alla situazione dei dipendenti ha sottoscritto un pagamento di 21.000 euro a favore dell’ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale che, a sua volta, lo ha girato alla società con sede in Veneto. La “Rovigo Ambiente spa” ha incamerato i soldi e corrisposto a Dolissi e Sansolane solo quattro mesi di stipendio. Lasciando a oggi i due senza cinque mesi di spettanze. La cultura del lavoro e il senso di società civile sono sempre più lontani.     Cattivi maestri quelli di Rovigo.
Ho raggiunto telefonicamente uno dei responsabili della società, il dott. Bertoncello, che ha ammesso la spiacevole situazione, spingendo però la responsabilità sugli enti comunali. Ci ha poi detto che la faccenda è complessa e che ci avrebbe dato maggiori dettagli più avanti.
Noi come giornale, siamo aperti a qualsiasi intervento, sia da parte degli enti, come già successo per altro qualche settimana fa con un chiarimento del sindaco Figliomeni, sia da parte della “Rovigo Ambiente spa”. A proposito d’interventi lo stesso assessore all’ambiente del comune di Siderno Antonio Commisso ci ha fatto sapere che da qui a breve se la situazione non dovesse risolversi, sarà lui stesso a rendersi promotore di iniziative e confronti con il Commissario per l’emergenza ambientale, al fine di trovare soluzioni adeguate a favore dei dipendenti e del servizio.
Ma torniamo a due operai. Lo sciopero annunciato per martedì 15 dal legale dei due, avvocato Galluzzo, è stato comunicato da tempo all’azienda di Rovigo che ha intimato (non c’è mai fine al peggio) una denuncia per “abbondono di pubblico servizio”. In pratica svolgendo un lavoro di pubblica utilità i due sono in un certo modo costretti a lavorare pur sapendo di non essere pagati. E questo l’avvocato Galluzzo lo sa, infatti cercherà, come estrema soluzione, di intentare un’azione giudiziaria d’urgenza per poter ottenere un’ingiunzione di pagamento.
La speranza è che il tribunale sappia raccogliere a dovere l’importanza della questione. Come anche, a questo punto, gli enti partecipati al depuratore speriamo si muovano, prendendo esempio da Siderno, a favore degli operai che svolgono con dovizia e professionalità un compito importante per la collettività.Fateci sapere che stiamo vivendo in un paese che ha ancora un minimo senso di civiltà e rispetto.
Fortunato Calabrò

Autore: 
Redazione
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