Cosimo Carlino: “Voglio una musica diversa per la Locride”

Dom, 08/07/2018 - 11:20
Originario di Siderno Superiore, 25 anni ad agosto, Cosimo Carlino è una giovane promessa del rock made in Locride che, intenzionato a fare della musica la sua occupazione principale, sogna di dare il suo contributo fattivo ad allargare il panorama musicale del nostro comprensorio.

Come nasce la tua passione per la batteria?
Probabilmente dall’accondiscendenza con la quale i miei genitori mi hanno comprato il primo tamburo di plastica durante una festa di paese. A partire da quel giorno non c’è stato arrivo dei “giganti” a Siderno Superiore che non sia stato accompagnato dal mio tamburello e da lì all’iscrizione alla “Banda Musicale Città di Siderno” il passo è stato davvero breve. In quel periodo ho cominciato a frequentare le prime lezioni di batteria, affiancandovi al contempo lezioni da autodidatta e la frequentazione di un’accademia a Vibo Valentia. Ciò mi ha permesso di scrivere un paio di libri di esercizi che devo trovare il coraggio di pubblicare e di caricare sulle mie pagine social esercitazioni accompagnati da video che dimostrano come gli spartiti vadano suonati che stanno riscuotendo un discreto successo.
Attualmente fai parte di qualche gruppo?
Sì. Da novembre sono il batterista dei “Two Legs Bad”, una rock band composta da Bruno Ferrò alla chitarra e alla voce, Gabriele Cortale al basso e Mirko Nigro alla seconda chitarra.
Immagino non sia la tua prima esperienza del genere…
No, anzi. L’ingresso nel gruppo è avvenuto proprio in seguito alla scioglimento dell’ultima band di cui ho fatto parte. Grazie all’amicizia con Mirko sono potuto entrare in contatto con i ragazzi e continuare un percorso la cui brusca fine mi stava demotivando molto. E dire che venivo da un’esperienza davvero unica con i “Sovraccarico”, con i quali avevo partecipato a Sanremo Rock e al Radio Roccella Rock Contest dello scorso anno con risultati lusinghieri…
Non è la prima volta che sento di promettenti gruppi musicali del comprensorio che si sciolgono all’improvviso. Come mai, secondo te, la Locride è un terreno così poco fertile per la musica?
Perché in un mondo in cui vivere di musica è già di per sé complicato, farlo in un comprensorio dove la maggior parte delle famiglie vivono in difficoltà economica rende l’impresa praticamente impossibile. Per questa ragione la musica viene vista come un passatempo e quasi mai si riesce a trovare la costanza per continuare a praticarla a determinati livelli.
Eppure il pubblico non manca…
Assolutamente no! Anche se devo ancora partecipare al primo concerto con i “Two Legs Bad” so che hanno un ottimo seguito e che le serate di tanti gruppi del comprensorio hanno sempre riscontri più che positivi, soprattutto durante la bella stagione.
A proposito di estate: quale bilancio speri di poterne fare dopo qualche concerto con la tua band?
Stiamo ancora lavorando al calendario dei concerti ma, oltre che divertirci, contiamo di farci conoscere. Io in particolare spero di poter mostrare le mie qualità e, perché no, trovare degli allievi di batteria, considerato che ho conseguito l’abilitazione per l’insegnamento e ho uno studio dove poter provare.
Come hai conseguito l’abilitazione?
Frequentando l’accademia WizDom a Vibo Valentia cui facevo riferimento in precedenza. Si tratta di una scuola aperta da Massimo Russo, unico distaccamento italiano dell’accademia internazionale del batterista americano Dom Famularo. Russo l’ha aperta dopo aver preso lezioni da Famularo che, successivamente, ha accolto di buon grado l’idea di esportare il proprio metodo di insegnamento anche nel nostro Paese. Chi vi si iscrive segue un percorso di apprendimento personalizzato sulla base delle proprie esigenze e può frequentare seminari e masterclass con i più importanti Drummer internazionali. Io sto frequentato i corsi da tre anni con ottimi risultati e ho avuto la possibilità di incontrare musicisti del calibro del batterista Damien Schmitt o del percussionista Pete Lockett, dai quali ho appreso davvero tanto.
Non pensi che effettuare nella Locride un’operazione simile a quella di Russo potrebbe rendere più fertile il panorama musicale comprensoriale?
Assolutamente sì e, anzi, aprire una scuola di batteria, una piccola accademia, ma anche solo un semplice punto di ritrovo per musicisti, in cui riunirci, confrontarci, ospitare concerti e seminari è uno dei miei sogni nel cassetto. Permetterebbe al comprensorio di avere un punto di riferimento musicale senza dover viaggiare almeno fino a Reggio o Messina. Certo, sarebbe un investimento rischioso, ma pur di rimanere sul territorio, una volta affermatomi, il gioco varrebbe la candela.

Autore: 
Jacopo Giuca
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