Riccardo Modafferi scrive a Seby Romeo

Lun, 09/06/2014 - 18:43

Riceviamo e Pubblichiamo la lettera dell'ex segretario Riccardo Modafferi.

Caro segretario,

come sai, il nostro circolo è senza segretario da quando, ormai quasi un anno fa, ho rassegnato le dimissioni da quell’incarico. Con quel gesto, se da un lato intendevo assumere su di me la responsabilità della sconfitta elettorale alle ultime comunali, dall’altro credevo di favorire l’avvio di una fase nuova e un ricambio generazionale, fuori da personalismi e vecchie beghe.

I tempi dovevano essere brevi: concludere il tesseramento 2013 e avviare subito la fase congressuale. Così non è stato. Terminato il tesseramento, che si è svolto nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole, quando tutto era pronto per il rinnovo dei nostri organismi dirigenti, abbiamo ricevuto dalla tua segreteria un elenco di tesserati completamente difforme da quello che risultava al nostro circolo. A nulla sono serviti i continui solleciti rivolti agli organismi competenti per dirimere la questione, a nulla ha portato l’incontro fatto con te per significarti tutto il nostro disagio e la profonda amarezza nel ritrovarci in una situazione tanto triste quanto nuova per la vita politica del nostro circolo. Risultato: attività politica ridotta al minimo, impossibilità di assumere scelte strategiche, disaffezione da parte di molti attivisti.

È vero: i percorsi della politica non possono ridursi a regolamenti, norme e sanzioni. Ma è altrettanto vero che nel Partito Democratico in cui mi onoro di appartenere non può prevalere la logica dell’arroganza e della prevaricazione. E’ inutile ricordare che la tradizione della sinistra a Gioiosa è lunga e gloriosa e, su quella scia, il nostro circolo ha avuto il merito di riuscire sempre ad autodeterminarsi, compiendo le proprie scelte in piena autonomia, giuste o sbagliate che si siano poi rivelate. Mentre in altre realtà prevaleva l’idea di un partito appannaggio di questo o quel dirigente di turno, da noi si preferiva la strada di un partito inclusivo e sempre aperto alla discussione. Questo percorso, sicuramente più faticoso, ci ha tenuti al riparo da fenomeni spiacevoli: non abbiamo mai riconosciuto cittadinanza al tesseramento selvaggio che altrove ed in passato ha dato luogo ad un partito con più iscritti che elettori , mai abbiamo ospitato e gestito elezioni primarie “gonfiate”, sempre  abbiamo tenuto lontano fenomeni deteriori come l’ “entrismo”  da parte di coloro che confondono  il Partito Democratico con una qualsiasi terra di conquista per guadagnare personali posizioni di potere.

Solo per fare fede a queste mie convinzioni e per far fronte alle importanti scadenze politico-elettorali di questo periodo, ho accettato l’invito che mi è stato rivolto ad assumere temporaneamente la guida del circolo, fino al rinnovo degli organismi dirigenti.

Sono stato, pertanto, presente in questa campagna elettorale per il Parlamento Europeo con la responsabilità rinnovata e l’impegno di sempre, realizzando insieme con un operoso gruppo di iscritti l’importante manifestazione pubblica col Ministro Lanzetta e i dirigenti di zona e provinciali del partito, curando personalmente ogni fase  della vittoriosa campagna elettorale (distribuzione tra i militanti e diffusione del materiale elettorale, organizzazione dei nostri rappresentanti di lista e presenza  ai seggi , perfino l’affissione dei manifesti murali).

Ho accolto l’invito per un periodo che dovrà essere il più breve possibile, per puro spirito di servizio, preoccupato dal protrarsi eccessivo di quella fase di stallo.

E rimane fermo il mio convincimento: il Pd di Gioiosa deve intraprendere un nuovo corso, sprigionando le energie fresche e positive che sono già al suo interno ed attirandone di nuove.

Per fare questo, è necessario rinnovare subito gli organismi dirigenti, individuando la platea elettorale che non può non identificarsi con quella conosciuta da tutti prima dell’equivoco del nuovo elenco. Considero il rinnovo dei nostri vertici un passaggio fondamentale che deve essere fatto assolutamente prima dell’apertura del nuovo tesseramento: non fare questo, ci esporrebbe a notevoli rischi ed insinuerebbe il dubbio pericoloso che le regole del gioco non esistono o, peggio ancora, che possono essere modificate a piacimento e a partita in corso.

Ed è un rischio che non possiamo correre, per rispetto verso il nostro partito e per i valori in cui crediamo.