Cari maestri, insegnate la verità!

Gio, 05/10/2017 - 11:40

Il giorno 2 ottobre si terrà a Siderno Superiore una commemorazione ai martiri di Gerace, gli eroi calabresi caduti il 2 ottobre del 1847 in nome di un’unità italiana che anelavano più di ogni cosa, spinti dal loro fervore giovanile e colto, poiché frequentanti, alcuni, l’università di Napoli, la più facoltosa dell’epoca. I bambini di alcune scuole parteciperanno attivamente travestiti da popolani, da esercito e da martiri. Alla fine ci sarà la fucilazione, e a seguire uno sbandieramento tricolore in nome della libertà. Per fare ciò si sono tutti prodigati ad acquistare fucili e bandiere in tutti i negozi di giocattoli, per la gioia dei negozianti, in nome della libertà, dicevamo. Ma io, al solito, ho i miei dubbi. Non so cosa riusciranno a capire di tutta questa storia dei bimbi che in questo esatto momento stanno studiando i fenici e che si vedono catapultati oltre 1500 anni dopo, in un contesto storico del quale non conoscono né il passato e né il futuro. Sanno solo che ci sono dei martiri, e martiri sono stati, pace a loro, ma purtroppo non videro mai realizzato il sogno di un’italia (minuscolo voluto) unita e uguale da sud a nord. Ora probabilmente si staranno rivoltando nella tomba perché non doveva andare così. Le loro idee liberali viaggiavano sui venti della rivoluzione francese, che fischiavano forte fino a qui portando rinnovamenti e costituzioni in tutta Europa, e credevano giusto ottenere lo stesso nella loro terra amata. Non potevano sapere che da lì a poco le loro genti sarebbero state ingannate e derubate, che tutte le ricchezze sarebbero volate a Torino. Non potevano sapere che sarebbero stati trattati come delinquenti e macchiati per sempre con l’epiteto: “terroni”. Credevano in una costituzione e invece arrivò la legge “Pica”. Credevano nella libertà e invece neanche adesso siamo liberi di viaggiare perché non abbiamo le strade, i treni e mancano le comunicazioni aeree. Mancano pure le informazioni, perché i docenti non sempre informano gli allievi che i libri di scuola li scrivono i vincitori, che molti pezzi di storia sono occultati o top secret ancora adesso. Se ci fosse Michelle Bello, sono sicura che vorrebbe la verità, perché la verità rende liberi.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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