In campo ci sono molte schiappe

Dom, 07/10/2018 - 18:00

Arrigo Sacchi faceva fare gli straordinari a Van Basten (e diciamo Van Basten) per perfezionare il tiro. Ma i fondamentali c'erano, eccome, c'era classe pura! Il convegno di Locri sulla sanità è stata una partita con molte schiappe. Scura può “buscarle” todos los dìas e non cambia. Il deputato di Berlusconi ricordava Virginia Raffaele che imita Belen Rodriguez “facciamo che ero io…”. Il sindaco di Locri avrà finalmente capito che più delle messinscene serve una regia per trovare qualche soluzione. Oltre che per le problematiche della sanità, che ci fanno vivere con preoccupazioni e paura, la nostra realtà viene denunciata di nuovo in questi giorni per la scarsa efficienza della Pubblica Amministrazione e per la mobilità assolutamente inadeguata. Mentre si mostra evidente la crisi della classe politica: i 5Stelle, che hanno vinto, debbono ancora alzare le vele, la destra senza Salvini acchiappa farfalle, il Partito Democratico è “acqua passata che non macina più”. Nella regione invece ci sono gli equilibri del 2014, con il successo del Partito Democratico. Il capogruppo Romeo rischia di arrivare stremato alla meta (certo, chiamare meta le elezioni nelle quali perderanno più della metà dei seggi…), perché sta  lavorando senza sosta per ogni delega, per ogni riunione, per ogni taglio di nastro che ne chiede la presenza (dovunque). Il Presidente Irto mantiene un profilo istituzionale corretto, gli fa anche comodo, così può tenere nascoste le truppe fino alla conta elettorale. I candidati del centrodestra si mostrano in vetrina. Luci basse per non dare vantaggi ai concorrenti e perché da qui alla meta (ci risiamo…) ci sono di mezzo 12 mesi e i Grillini. Ogni discorso lascia colpevolmente strada a quello sulle liste. “Prima il mio posizionamento poi il ragionamento politico, prima le chance che mi posso giocare poi la mia stessa storia”. Qualcuno ci riprova: facciamo un dibattito sulla sinistra che c’era (per estensione, aggiungiamo noi, anche sulla destra che a livello nazionale si è sciolta). A sinistra non è una questione di simboli, ma di risposte ai bisogni della gente. Può essere un vantaggio farlo fuori dalla aule parlamentari. Gli elettori (forse) voteranno di nuovo, ora hanno scelto i 5 Stelle perché si sentono più sicuri o, meglio, più illusi. Ma come li giudichiamo i discorsi che fanno (“I debiti che stiamo facendo adesso con il Def li pagheranno casomai i vostri figli”)? È come dire: “Oggi difendiamo la democrazia, domani e dopodomani chi se ne frega”. L'alleato dei 5S, Salvini, è attrezzato, ha il governo, da lì parla al Paese e al vecchio centrodestra e si è prenotato da tempo per farlo con Putin e Trump: “Guardate cosa so fare con i continenti, con l'Europa (che contesto frontalmente), con l'Africa (che cambierò)”. Programma non da poco, ma (gli) gira (bene) così! Non è forse questa l'Italia che censurava a Sanremo la stupenda canzone di Roberto Vecchioni, Luci a San Siro e dava l'ok, dello stesso autore e nella stessa manifestazione, a qualcosa di più piccante, a Donna Felicità (cantata dai Nuovi Angeli)? Bipolarismo italiano, ci scherzerà su Vecchoni.

Autore: 
Federico Lago
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