Calabrese… più che un sindaco, uno stato d’animo!

Dom, 30/09/2018 - 11:20

Ricordate la famosa gaffe di Giovanni Trapattoni (una delle tante) in cui affermò: “Noi non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo”? Con un “Care compagne e cari compagni” d'esordio, il sindaco di Benestare Rocca, nella prima serata a Siderno della Festa dell'Unità, ha tentato un’improbabile pedata al qualunquismo. C'è stato un solo applauso, spentosi dopo due secondi, di una signora seduta in prima fila e un diffuso sorriso dei presenti, non irriverente, più che altro di sorpresa: tutto qua. Un richiamo all'identità smarrita, un tentativo per nulla riuscito di scaldare i cuori della platea del Partito Democratico. Bisogna domandarsi per quanto tempo gli elettori che votavano PD e adesso votano 5 Stelle continueranno a farlo, posto che smetteranno di farlo. Il recupero di una forza democratica come il PD deve essere un processo reale di riavvicinamento ai cittadini, capendo che non bastano e non servono le prediche delle avanguardie della sinistra - settori di scuola, università, industria, giornali, ecc… - che “fanno comunque e sempre tredici”. Da quando è caduto il Governo Berlusconi (senza grandi risultati), nel 2011, i Democratici, direttamente o indirettamente, hanno sempre governato. Oliverio è all'ultimo anno di legislatura. Le urne stanno dando responsi chiari. Altrettanto e peggio per Forza Italia. E anche se il Governo di Salvini e Di Maio non funziona, le loro forze politiche hanno il favore degli italiani. Le opposizioni debbono aprire un confronto credibile sui temi. Del PD abbiamo detto, del centrodestra sappiamo che punta a prendersi altre Regioni, e il governo nazionale appena sarà pronto a farlo. Con quale politica non è dato saperlo.
Il sindaco di Bianco Canturi, è noto, è più sgamato del suo collega. Lui, a una domanda posta nell’ambito dello stesso convegno sui diritti negati, ha risposto: “Includete pure il diritto all’iscrizione a un partito”. Oggi ostacolato dal fallimento di quelli che abbiamo in gran parte conosciuto, dalla sfiducia, dalla paura, dall'opportunismo, dalle dittature di maggioranza, come questa che stiamo vivendo, di Salvini e Di Maio. Non va bene! I partiti che funzionano, puliti, che sanno fare da tramite tra i cittadini e le istituzioni, servono eccome! Pier Paolo Pasolini l'aveva raccontata meglio di Trapattoni. “Prevedo (siamo nei primi anni 70) la spoliticizzazione completa dell'Italia: prevedo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi”. Ci siamo arrivati, e qualcuno deve cominciare a lavorarci per ricostruire un sistema democratico. La Locride vive una stagione molto buia. Si registrano solo gli scossoni che dà il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Prevalentemente sulla crisi profonda in sanità. Decise o confuse, schiette o contaminate, palesi o ambigue, le sue iniziative riempiono il vuoto dei partiti (di destra e di sinistra). Dicendo che la sanità non ha colore politico (ovvio), Calabrese si è aperto da solo un'assicurazione: denuncio tutti, invito tutti alla mobilitazione, tutti quelli che debbono fare facciano. Ma le responsabilità sono di tutti e sono uguali per tutti? Le soluzioni proposte sono tutte sensate e promettono di garantire servizi efficienti? Calabrese più che un sindaco è uno “stato d’animo”. Della Locride che non cerca e non usa la forza istituzionale, che vuole la protesta e l'urlo di un giorno e il lamento, la recriminazione, il rammarico di ogni dì (per cui, questa volta va vista positivamente la sua iniziativa che prevede due e più giornate di confronto e di lotta per rivendicare gli obiettivi). Il brontolamento della Locride è condito anche, lo sappiamo bene, dal vizio di tanti cittadini di voler risolvere il proprio problema e non in modo risolutivo quello di tutti i pazienti. Quello stato d'animo che notiamo nella Locride giustifica (e fa male) la discordanza tra credo politico e Comunicazione (sui media). Calabrese mette a nudo la condizione pietosa della sanità del territorio: lo fa con un monitoraggio incompleto dei servizi, ma almeno lo fa. Politicamente, disegna un'asimmetria senza pudore tra la Reggio Calabria arida e distante dalla Locride e gli eletti di là, ma lui quelli almeno li scomoda. Calabrese sta attento a come si mettono le stagioni, ognuna diversa, ma non possiamo dire che rimanga chiuso in casa.
Indifferente.

Autore: 
Federico Lago
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