Aspromonte: in arrivo le “cattedre volanti” per evitare le scuole chiuse

Mer, 26/09/2018 - 19:00

La “battaglia d’Aspromonte” ritrova ancora una volta dalla sua parte due dei suoi figli prediletti. “Necessità fa virtù” e allora c’è chi come il professor Giuseppe Bombino (già presidente dell’Ente Parco Aspromonte) ha dato appuntamento per questo venerdì 28 settembre dalle 8:30 alle 12:30 a Canolo in “un Agri-asilo nella Riserva” per una lezione come dire, “con cattedra ambulante”. Tema dell’incontro: “L’Aspromonte raccontato ai bambini, natura e cultura di una montagna al centro del Mediterraneo”.
Dal suo profilo social intanto, lo scrittore Gioacchino Criaco torna anche lui con forza sulla questione delle scuole chiuse in Aspromonte. “La prima lezione che possiamo dare ai nostri ragazzi è che le decisioni ingiuste non vanno rispettate. La prima lezione che dobbiamo dare a noi stessi è che il principio della responsabilità viene prima di ogni altro, e prima degli altri chi subisce l’ingiustizia è responsabile dell’ingiustizia. E usciamo tutti dall’ipocrisia, dal traccheggio. A schiena tesa e a testa alta, lo sappiamo tutti che chiudere le scuole dell’interno significa chiudere l’Aspromonte, cominciare a preparare le valigie. A questo bisogna opporsi, alla morte di un popolo e di una cultura millenaria che mantiene le ultime testimonianze greche in Calabria. E tutti fummo greci, ma pochi lo siamo ancora oggi, e ai greci oltre alla cultura non difettava il coraggio, e di coraggio si tratta oggi.
La chiusura delle scuole chiude il cerchio della chiusura dell’Aspromonte, segna l’omologazione finale, a questa ecatombe bisogna opporsi, all’abbandono della coesione sociale, della solidarietà, dell’apertura si deve dire no. Smettiamola di dirci bugie, e finiamola di essere vili. Andiamo verso l’estinzione e ci arrendiamo a criteri che sono solo economici”. Lo scrittore invita la popolazione ad una presa di coscienza forte: “Se lo vogliamo davvero conservare il nostro mondo dobbiamo lottare per esso. Responsabilità. Ognuno se ne deve assumere una parte. I bambini non vanno messi sulle macchine o sugli scuolabus. Vanno riportati dentro le loro scuole”.
E poi ancora: “Smettiamola e di aver paura e di lasciarci trascinare da una corrente narcotica che sta facendo morire la nostra terra. Si sveglino gli scrittori e invece di raccontare lottino, si sveglino i politici, gli insegnanti, i giornalisti. Si svegli la grecìa calabrese che è una grecìa figlia dei tanti popoli che ci hanno generato. No, non è una banale questione di qualche scuola che chiude, non è una piccola e locale questione burocratica. Stanno chiudendo lentamente il nostro mondo, stanno ammazzando lentamente un popolo antico. E da qualche parte dobbiamo ricominciare la marcia. Perché un tempo anche noi fummo greci.”

calabriapost.net

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