Anche la Città Metropolitana si attiva per i lavoratori di Locri

Dom, 24/09/2017 - 13:00

All’approssimarsi dell’invio delle notifiche di licenziamento ai 129 lavoratori di Locri da parte di Call&Call, si sono sprecati gli interventi della politica e degli attori sociali per cercare di scongiurare una possibilità ormai a tutti gli effetti inevitabile. Tra coloro che si sono mobilitati per i dipendenti del call center, ultimi, ma non meno importanti, sono stati il sindaco e un gruppo di consiglieri metropolitani. Se Giuseppe Falcomatà è arrivato a Locri nel pomeriggio di lunedì per confrontarsi in prima persona con i lavoratori che stavano manifestando dinanzi al Palazzo di Giustizia, i consiglieri metropolitani Belcastro, Mauro, Castorina e Quartuccio si sono fatti firmatari di un documento di due pagine in cui dichiarano di volersi impegnare a proseguire l’interlocuzione avviata con il governo per trovare una soluzione che salvaguardi le 129 famiglie che non sanno più come arrivare a fine mese.
Nel documento i consiglieri pongono l’accento sul problema sociale rappresentato dal licenziamento in massa di persone che hanno creduto nelle possibilità offerte dal territorio di appartenenza e dalla violazione di un diritto costituzionale che tale decisione aziendale finisce col rappresentare. Secondo i consiglieri, il rischio occupazione vissuto dal nostro comprensorio rischia di trasformarsi in un dramma sociale senza speranza, che sancirebbe il definitivo fallimento dell’economia locale. Facendo proprio l’invito del vescovo della diocesi di Locri-Gerace Francesco Oliva, i consiglieri concludono invitando le aziende a scommettere sulla Locride, realizzando così il sogno di una terra che possa finalmente risollevare il capo grazia alla ritrovata dignità del lavoro, conditio sine qua non sarà sempre complicato sconfiggere definitivamente la ‘ndrangheta che trova terreno fertile per proliferare proprio in questa precarietà imposta dall’alto.

Autore: 
Jacopo Giuca
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