Alla Leopolda mancava Mimmo Lucano

Dom, 04/11/2018 - 16:40

Le ho fatte tutte le fermate alla Leopolda. Questa era la prova del 9. Test semplice, ma non infallibile. Come un film, mi appaiono. La fermata del 2010, con la deflagrante rottamazione e poi le avocazioni del futuro (ricorse ben 5 volte) passando anche dal Big Bang Jovanottiano. Mai il presente. Ogni volta la sfida è sempre stata quella di cercare uno spazio che facesse navigare idee, progetti e con esse anche potere. Attraversando il Partito Democratico. Magari senza mai citarlo e senza che neppure si appalesasse con una bandiera. Qualche volta è andata bene, altre no. Quanta gente in questi anni ho visto scendere e salire da questa stazione. Grintosa, giovane, orgogliosa e combattiva quando imperversava la lotta. Tantissima, rilassata e plaudente quando eravamo al potere. Quest’anno? Un po’ di tutto, la prova del 9 appunto. Ma anche tentennamenti, dubbi. Eppure c’erano i giovani, gli scienziati, i sindaci, le star…magari avessero invitato anche Domenico Lucano e la sua comunità di Riace!
Tantissima gente forse più di sempre. Per me la sensazione di un'esperienza precedentemente vissuta. Déjà vu.
Anche l’idea (bella) di costruire un partito fatto di persone e non personale, laico, aperto, civico è un’idea che già s’era sentita alla stazione. Io ci credo. Un esperimento collettivo, una bella alleanza tra generazioni, culture ed esperienze. Ma occorrono più contenuti. I diritti, il lavoro, l'ascolto. Umiltà e unità. Mi ricordava la mia Fondazione dei Rottamandi, come ebbi a scrivere, proprio nel 2010 per La Repubblica.

Autore: 
Enzo Brogi
Rubrica: 

Notizie correlate