Al teatro Cilea l'opera lirica “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini

Lun, 19/11/2018 - 09:00

L’orchestra del teatro “Cilea”, l’associazione Traiectoriae e l’associazione Nuovo Laboratorio lirico di Reggio Calabria, presenta l’opera lirica “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini, in un adattamento studiato e proposto dal Maestro Alessandro Tirotta.
Un cast di grandi professionisti internazionali, protagonisti sui palcoscenici più importanti del mondo e una brillante regia, saranno in scena al teatro “Francesco Cilea”  da lunedì a giovedì, in matinèè da non perdere.
Lo spettacolo, rivolto a tutti gli studenti delle scuole di ogni genere e grado, verrà preceduto da una guida all’ascolto con spiegazione del libretto e di tutti gli aspetti artistici che convergono alla realizzazione dell’Opera.
Gli studenti coinvolti avranno l’opportunità di assistere alla rappresentazione dell’opera buffa di Rossini, genio pesarese che ha decretato l’immortalità di tale genere a livello mondiale nel corso dei secoli.
L’opera lirica è il genere musicale più importante che ci contraddistingue in ambito internazionale; se l’Italiano è una delle lingue più studiate al mondo lo si deve per gran parte all’immenso patrimonio lirico che ci appartiene.  In scena saliranno Raffaele D’Ascanio (Don Ramiro, Principe di Salerno), Raffaele Facciola (Dandini, Cameriere di Don Ramiro), Chiara Tirotta (Angelina, sotto il nome di Cenerentola, figlia di Don Magnifico),  Alessandro Vargetto (Don Magnifico, barone di Montefiascone, padre di Clorinda e Tisbe), Aurora Tirotta (Clorinda, figlia di Don Magnifico), Gabriella Grassi (Tisbe, figlia di Don Magnifico), Angelo Michele Mazza (Alidoro, filosofo, Maestro di Don Ramiro). La regia è del maestro Gaetano Tirotta mentre la direzione dell’orchestra teatro “Francesco Cilea” è affidata al maestro Alessandro Tirotta.
Ma andiamo nel dettaglio dell’opera.
La Cenerentola su libretto di Jacopo Ferretti tratto dalla celebre favola di Charles Perrault Ferretti, venne rappresentata la prima volta il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma. Come successe per “Il Barbiere di Siviglia”, dopo un primo insuccesso delle prime recite, l’opera si impose nei teatri di tutto il mondo e la sua notorietà e il suo apprezzamento fu tale che non uscì mai dalle scene da allora, imponendosi tra le opere liriche più rappresentate.
Gli studenti saranno “catapultati” nel Castello di Don Magnifico, nel grande e decadente salone e, mentre Clorinda e Tisbe, le due figlie di Don Magnifico, si ammirano pavoneggiandosi allo specchio, Angelina (Cenerentola) lamenta la sua triste situazione cantando e infastidendo così le sorellastre. Quello che spicca in quest’opera è la bontà d'animo di Cenerentola che, alla fine, dopo varie vicissitudini, chiederà al principe di graziare la sua famiglia. In quella magia ricreata, Don Ramiro e Cenerentola si sposano con il compiacimento anche di Alidoro.
Una volta proclamata principessa Angelina, Cenerentola, concederà ai famigliari il perdono mostrando a tutti la sua vera bontà d’animo.

Rubrica: 

Notizie correlate