100 anni di solitudine

Lun, 10/06/2019 - 18:20
I briganti

Se è vero che la storia si ripete, poiché statisticamente si alternano momenti opposti l’un l’altro ogni tot anni, allora la profezia si sta avverando. Un centinaio di anni fa il mondo viveva un fermento politico tendente al bellico, esattamente come ora. Il 6 giugno 1919 in Italia veniva pubblicato il “manifesto dei fasci italiani di combattimento per far fronte contro due pericoli: quello misoneista di destra e quello distruttivo di sinistra, rappresentando la "terza via" tra i due opposti poli e sviluppandosi nell'ambito delle teorie moderniste sull'"Uomo nuovo" (cit. Wikipedia). Alla stesura del manifesto presero parte 5 ebrei e la sede in cui si riunivano era quella del massone Goldmann, di origini ebraiche, tanto per aggiungere qualche particolare curioso che fa da cornice a tutto lo scempio che di lì a poco sarebbe successo. Ma non è neanche tanto strano, la storia è piena di incongruenze. Esattamente un giorno dopo, il 7 giugno 1919, nella vicina isola di Malta la popolazione insorgeva contro l’aumento del prezzo del pane voluto dalla madre patria Inghilterra, che aveva colonizzato l’isola pochi anni prima. I fatti, da che mondo è mondo, sono sempre simili tra loro: la folla si ribella in maniera pacifica, l’esercito spara contro i civili, e questa volta fa 4 vittime. Lo sdegno che nascerà da questa vicenda farà in modo che il popolo maltese ottenga più diritti, ma inizierà inevitabilmente un processo irredentista che porterà a ottenere l’indipendenza nel 1964. A Malta oggi si parla maltese, che conta il 60% di parole di provenienza araba. Ma si parla anche l’inglese, per ovvi motivi di colonizzazione, che hanno lasciato vari segni, per esempio le cabine telefoniche rosse e la guida a sinistra. A Malta la popolazione parla pure italiano, e se le nuovissime generazioni stanno cambiando direzione, quelle vecchie si districano bene tra 3 lingue, il che porta a un’apertura mentale più unica che rara. Parlo di Malta perché è qui che mi trovo al momento, e mi piace capire i modi di fare di un posto che bene o male sto cercando di vivere. La mia terra è a qualche ora di traghetto da qui, ma lontana anni luce. Se penso all’aria gelida che scorre nella penisola in questo momento in netto contrasto al sole caldo estivo, a causa di una politica tendente alla chiusura invece che all’apertura umana, un brivido freddo mi attraversa: posso solo sperare che un qualche evento straordinario faccia cambiare rotta a questa nave che punta all’autodistruzione, e che trascinerà noi tutti con sé. A questo punto posso solo appellarmi al Dio Thor, che scagli un bel fulmine contro la demenza umana, e apra un varco affinché filtri un po’ di buon senso.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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