“Zitta… cretina” catapulta Siderno in un vortice di emozioni

Dom, 10/06/2018 - 18:00

Domenica scorsa, presso la libreria Mondadori di Siderno, Giulia Palmisano in un commovente monologo ha vestito i panni di Adelina, una donna dal cuore ferito ma che grida ancora amore.
Durante un tranquillo pomeriggio domenicale, presso la libreria Mondadori di Siderno, gli spettatori sono stati catapultati in un vortice di emozioni così forti da lasciarli senza fiato. Tutto merito del monologo “Zitta… cretina” ispirato all’opera “Adele” di Giuseppina Terragrossa. Presentato da LocriTeatro, interpretato da Giulia Palmisano, con la parte musicale affidata a Marco De Leo, per la regia di Bernardo Migliaccio Spina.
Adelina è una donna dal cuore indurito, persa tra i ricordi amari del suo passato. Abbandonata, incinta, dall’uomo che amava, ha scelto un matrimonio riparatore con “u manciatu”, chiamato così in paese per le croste che lo coprono dalla testa ai piedi. Tra salvare le apparenze e la sua serenità sceglie l’opzione numero uno, perciò si chiude in una gabbia, senza amore, spoglia di comunicazione e priva di qualsiasi forma di felicità. Adelina è molto amareggiata con la vita e ciò la porta a riversare la sua rabbia anche verso il figlio, al quale non riesce a trasmettere amore. La sua infelicità aumenta quando il marito compie, su di lei, violenza. A questo punto la sua dignità di donna è completamente perduta. È chiamata continuamente cretina e umiliata in ogni modo. Si sente sbandata, senza punti di riferimento, vorrebbe urlare il suo dolore e la sua frustrazione, ma è consapevole che sia tutto inutile, allora prosegue la sua routine quotidiana, sempre uguale, senza via di fuga, priva di qualsiasi spiraglio a cui aggrapparsi. Attraverso questo monologo teso, lo spettatore si immedesima così tanto nella protagonista, da sentire dentro di sé, tutti i sentimenti che agitano, come un mare in tempesta, il suo mondo interiore. Ha un cuore ferito, che sanguina, ma che grida ancora amore. Chiede, a gran voce, di essere amata, ma non otterrà mai questo desiderio. Ciò l’ha costretta a indossare una maschera, a costruirsi un muro intorno alla sua anima e a trasformare la sua vita in un’affannosa sopravvivenza, privandosi della felicità di vivere davvero. Non è vita, infatti, quando le emozioni rimangono chiuse a chiave, ma diventa un lento calvario che, a lungo andare, trascinerà verso l’abisso. L’attrice Giulia Palmisano è stata straordinaria, non solo nel raccontare il buio nel cuore di questa donna, ma anche a rivelare la presenza degli altri personaggi che giravano intorno alla protagonista.
Le emozioni più belle rimarranno, per sempre, nel cuore e negli occhi degli spettatori, soprattutto in quelli di Adelina-Giulia che non hanno smesso un attimo di luccicare. Arrivati alla fine della rappresentazione, il pubblico era ammutolito per tutti i sentimenti che l’opera è riuscita a trasmettere. Questa volta è stata l’anima a parlare, è uscita dal suo guscio silenzioso e ha fatto sentire la sua voce, di fronte a lei nessuno ha osato fiatare. Ancora una volta la cultura è stata in grado di regalare commozione intensa.

Autore: 
Rosalba Topini
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