“Remoto Immanente”: L’arte contemporanea arriva al Castello dei Carafa

Dom, 19/08/2018 - 17:40

È stata inaugurata domenica scorsa, presso il Castello dei Carafa, “Remoto Immanente”, mostra d’arte patrocinata dal Comune di Roccella Jonica col supporto organizzativo della locale ProLoco che vede protagonisti Marò D’Agostino, Maria Teresa Oliva ed Enrico Meo. I tre artisti, tutti di origine o residenza calabrese, differenti per formazione, percorsi e linguaggi, si rivelano, attraverso le stanze del castello, sorprendentemente vicini nella mostra curata da Roberta Filardi e aperta al pubblico fino al prossimo 30 agosto.
Un dialogo tra installazione e fotografia, pittura e scultura e tra tre singolarità artistiche contemporanee che si connettono e richiedono attenzione, a conferma che l’arte non è mai copia della realtà ma percorso verso una comprensione sempre più profonda ed estesa. Le vite stesse degli artisti rimodellano senza sosta le forme delle rispettive esperienze, rinnovando costantemente l’estetica senza assoggettarsi agli schematismi dettati dal vivere comune.
E così, la poliedrica architetta e paesaggista della Locride Marò D’Agostino esprime un universo creativo originale, nutrito di una profonda sensibilità e cultura; una produzione poetica defilata dalle mode e proiettata verso ricerche sperimentali che si materializzano in pezzi di tessuto ricamati da mani ignote a cui si affiancano ventidue autoritratti fotografici dove le textures si compongono sul volto come marchi o tatuaggi in un paesaggio di immanenza. La scultrice Maria Teresa Oliva presenta invece le sue creature biomorfiche assemblate con i materiali più disparati; forme che testimoniano una ricerca originale e autentica che permette alle sue forme embrionali o primitive di far intravedere il processo immaginativo inconscio che ha dato loro la luce. Le opere di Enrico Meo, infine, spaziano in vasti repertori figurativi rivelati attraverso forme archetipiche e composizioni dal sapore surrealista; figure di uomini, donne, angeli, demoni, ominidi, acefali, esseri leggendari, costellano il suo immaginario figurativo e si muovono solitarie o dialoganti all’interno di scenari naturali o metafisici.
Un repertorio iconografico polisemantico da non perdere, che potrà essere visitato tutti i giorni dalle 18 alle 22 e, su prenotazione, illustrato direttamente dagli artisti.

Autore: 
Jacopo Giuca

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