“L’ideale di bellezza” al centro di un convegno dell’AICC e della Fidapa

Mer, 21/02/2018 - 17:40

Pubblico numeroso al convento dei Minimi di Roccella, per il convegno di carattere umanistico e scientifico “L’ideale di bellezza” organizzato, con il patrocinio del Comune, dall’Associazione italiana di cultura classica, delegazione della Locride “Maria Stella Triolo”, presieduta dall’arch. Maria Caterina (Katia) Aiello e dalla sezione roccellese della Fidapa, diretta dall’ins. Fausta Tassone.
Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Certomà, Fausta Tassone ha introdotto i lavori  evidenziando “la relatività del concetto di bellezza, legato alla società e all’epoca in cui si vive”. “E’ importante, tuttavia – ha sottolineato -  che la donna a qualsiasi  età sappia esprimere le proprie  potenzialità, il proprio talento  e trovare la gioia di piacersi sempre, di stare bene con se stessa e invecchiare serenamente”.
Katia Aiello ha offerto un articolato excursus storico e artistico sulle modalità in cui la bellezza è stata percepita nel corso delle epoche, affiancato da una selezione di slide. “In Grecia – ha ricordato - le idee di armonia e proporzione hanno costituito uno dei cardini dell’arte classica: bello è ciò che si configura come ordine appropriato, come simmetria degli elementi che compongono gli insiemi. Nel mondo moderno tale idea ha subito mutamenti profondi; malgrado questo, essa continuerà ad influire sulla cultura occidentale identificando il bello con ciò che appare simmetrico, compiuto e armonico”.
Le relazioni scientifiche sono state tenute da due personalità della Chirurgia estetica e della ricerca: il prof. Domenico Amuso, vice direttore Master e docente di Medicina estetica e Wellness dell’Università degli studi di Palermo; ed il prof. Eugenio Luigi Iorio, biochimico e presidente dell’Osservatorio internazionale dello stress ossidativo.
“La bellezza cambia nel tempo, non è mai uguale ed il modello di riferimento è diverso in ognuno, perché la bellezza è negli occhi di chi la guarda”, ha affermato il prof. Amuso, illustrando i cambiamenti che i canoni della bellezza femminile hanno subito nel tempo e le principali icone di riferimento: dalla Venere di Willendorf alla regina Nefertiti; dalla matrona Lollia Paolina alle bellezze naturali delle “maggiorate” degli anni Cinquanta, fino ai giorni nostri. “Oggi si tende sempre più a volersi paragonare a modelli che si vedono nei media. Deve cambiare il nostro approccio – ha rimarcato Amuso – ed è quello che cerca di fare il nostro gruppo di studio: portare avanti una medicina sociale che preserva le caratteristiche di ognuno, perché ogni persona è bella per come è. L’importante è curarsi”.
Il prof. Iorio si è soffermato sulla perdita della bellezza legata all’invecchiamento: “Oggi la medicina molecolare ci consente di individuare dei marcatori biochimici sulla base dei quali possiamo attivare un profilo per i singoli pazienti e intervenire sullo stile di vita su 4 campi: alimentazione, attività fisica, attività spirituale e il rapporto con  l’ambiente”.
La serata è stata arricchita dalla lettura di una poesia di Daniela Ferraro e di passi di autori classici a cura della prof.ssa Lucia Licciardello e degli studenti del Gruppo teatro del liceo classico “Oliveti” di Locri.
Stefania Parrone

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