“Imprenditori calabresi, sveglia! Aprire un bar non è fare impresa”

Dom, 14/01/2018 - 11:40

Sarà l’unica calabrese a far parte dei lavori del Gruppo “Made in Italy”, all’interno del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Carmela Murdaca, originaria di Antonimina, specializzata in made in Italy e internazionalizzazione delle imprese, non appena laureata è entrata a far parte dell’Ordine dei Commercialisti di Locri per dare un contributo utile e diretto al suo territorio.
Non è la prima volta che viene nominata all’interno di un gruppo di lavoro così importante…
Nella passata legislatura ho fatto parte del gruppo impegnato nell’innovazione e nella competitività delle aziende contribuendo alla realizzazione della rete dei produttori del “Greco di Bianco”, sfidando la diffidenza che in genere caratterizza gli imprenditori calabresi. Dodici le aziende vitivinicole del territorio che vi hanno aderito impegnandosi a valorizzare uno dei passiti fra i più antichi d’Italia e che, attraverso il vitigno, hanno contribuito anche a promuovere turisticamente una delle aree più belle e ricche di storia della Calabria: la Costa dei Gelsomini.
Come vi porrete nei confronti del territorio della Locride?
Nel nostro territorio sorgono per lo più micro-imprese che operano nell’agroalimentare che, per essere competitivi sui mercati nazionali ed esteri necessitano di “cooperare” e integrare i servizi di un’azienda e le sue specialità con quelle del “vicino” per creare un prodotto “Made in Calabria” affinché vengano interessati e integrati tutti i settori dall’agroalimentare al turismo, all’industria del fashion e del design. Continueremo a illustrare i vantaggi che può portare la costituzione di una Rete d’imprese. Siamo comunque ben consapevoli delle difficoltà che potremmo incontrare nel portare avanti simili progetti, ma non ci arrendiamo. Sarebbe utile istituire dei tavoli tecnici all’interno della regione Calabria, ci abbiamo provato già in passato, purtroppo con esito negativo, ma continueremo a provarci. I tavoli tecnici sono indispensabili per evitare che vengano erogati finanziamenti che poi rimangano inutilizzati.
Qual è il più grande ostacolo per un imprenditore?
Spesso chi decide di fare imprenditoria si ritrova a lottare contro i mulini a vento della burocrazia che scoraggia, sfibra se non addirittura, manda all’aria le iniziative. Un imprenditore, oggi, si ritrova a pagare le tasse sulla base di una prospettiva, di una previsione, non di un reale incasso. E così ogni giorno è costretto a fare i salti mortali cercando di non chiudere, né la propria azienda né il serbatoio della speranza. Perché, purtroppo, viene posto di fronte a un bivio: pagare i fornitori e i dipendenti, oppure riversare tutti i soldi allo Stato. È per questo che è indispensabile fare rete.
Cosa sogni per la Calabria?
Sogno che chi è partito, vi ritorni e porti nella propria terra quello che ha imparato altrove. Io ci sono ritornata dopo aver studiato a Parma e a San Francisco. Certo, ancora bisogna fare grandi passi avanti affinché si prenda coscienza e maturi l’idea che ognuno di noi è l’artefice del proprio destino e tutti insieme siamo gli artefici del destino della nostra terra. Altro tasto dolente è spesso la mancata fiducia nei confronti degli esperti nel settore: le professionalità vanno valorizzate affinché valorizzino!
Un consiglio ai giovani che scelgono di fare impresa?
Ai giovani che vogliono diventare imprenditori dico di svegliarsi e di non puntare solo alle attività commerciali - il solito bar, il negozietto a conduzione familiare - ma anche a quelle realtà imprenditoriali che si occupano della trasformazione dei prodotti. Non basta inventarsi un’attività, bisogna creare nuovi brand. Ovviamente non è semplice diventare Coca-Cola o Mulino Bianco, ma associandosi ad altre imprese è possibile ritagliarsi una fetta di mercato in cui il made in Italy possa decollare e posizionarsi sui mercati esteri. Quello che raccomando è di affidarsi a figure specializzate con competenze specifiche che possano mediare tra il nostro territorio e l’estero.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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