“Chimmu vai pe’ porti !” Diceva. “Ma sono chiusi !” Rispondeva

Lun, 09/07/2018 - 20:00
I Briganti

C’erano una volta i porti. Venivano usati per partire, per tornare, per pescare, per commerciare. Per vivere! Come si può vivere usualmente in una nazione normale. Ah, dimenticavo che questa non è una nazione normale, anzi non è nemmeno una nazione. Recita il dizionario: “nazione: gruppo di individui cosciente di una propria peculiarità e autonomia culturale e storica, spec. in quanto premessa di unità e sovranità politica”. E si sa che, fatta l’itaGlia si sono scordati di fare gli itaGliani. Ed infatti siamo attaccati con la “sputazza”. Non c’è una regione che abbia usi e costumi simili, se non quella del meridione. Non c’è una coscienza comune ma più coscienze distinte che convivono, a volte a fatica. Non c’è un vero popolo ma una accozzaglia di popoli letteralmente costretti a definirsi ciò che non sono, perchè qualcuno stabilì, per tornaconti personali, che doveva essere così. E ci sono i porti del nord e i porti del sud, poichè da qualche millennio a questa parte questa penisola si trova al centro del Mediterraneo. Fino a 157 anni fa i porti erano usati per il commercio: si sa infatti che il Regno delle due Sicilie era commercialmente molto forte, la terza potenza dopo Inghilterra e Francia. Nel meridione erano scarse le vie di terra poichè i commerci avvenivano maggiormente via mare. Ma poi arrivò l’itaGlia, e di questi porti abbiamo solo il ricordo orale, poichè per iscritto, i nuovi padroni non misero nulla. Dal 1861 esistono solo i porti di Genova e Venezia. Così ci ricordò Renzi quando stipulò il tristemente noto contratto “nuove vie della seta” che escludeva i porti del sud da questo progetto. Ma con Salvini tutto cambia! Ora i porti del sud sono riconosciuti e tutelati! Ora i porti vanno chiusi, perchè adesso sì, per loro tornaconto personale, hanno degna esistenza. Ah, che infame questo paese che ci esclude in ogni modo possibile, che ci usa pericolosamente e apertamente, senza che i meridionali se ne accorgano. Addirittura i calabresi qualche giorno fa hanno messo un chioschetto a Pontida, covo di leghisti razzisti. Bossi ci riconduce alla normalità delle cose con la sua affermazione: “ho visto un sacco di gente interessata ad essere mantenuta!”. Questo è il vero pensiero leghista. Salvini ha tolto l’espressione “prima il nord” dal suo slogan, e secondo il pensiero Orwelliano vuol dire che ciò che è stato cancellato non è mai esistito, purtroppo! Che il passato è manipolabile. Che il gregge deve sempre avere un padrone. Ce ne renderemo mai conto? Quando cominceremo a imparare dal passato?

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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