“Ape Green”: tutti assolti dal reato associativo

Mar, 07/11/2017 - 20:20

COMUNICATO STAMPA - Il Gup di Reggio Calabria, Dott.ssa Olga Tarzia, ha pronunciato questo pomeriggio, il dispositivo della sentenza per quanto riguarda il processo “Ape Green Drug” che vede alla sbarra diversi soggetti – ritenuti appartenenti in massima parte alla cosca COMMISSO di Siderno (RC), ma anche a quella dei PESCE di Rosarno (RC) e dei DE MASI di Gioiosa Ionica (RC) – ritenuti responsabili, a vario titolo, del delitto di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di altri delitti specifici.
L’inchiesta, coordinata dalla DDA della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è scaturita dalle intercettazioni profuse all’interno della lavanderia sita nel Centro Commerciale i Portici, in Siderno, di Commisso Giuseppe, detto “il Mastro”, a seguito delle quali la Polizia Giudiziaria iniziò intensi servizi di pedinamento, monitoraggio di utenze telefoniche e videoriprese che sono durati cinque anni. Dopo l’arresto di Commisso Giuseppe nell’ambito dell’“Operazione Crimine”, i soggetti più gravemente indiziati, Pezzano Cosimo e Spataro Claudio, per l’accusa, avrebbero continuato i loro rapporti, coadiuvati da tale Gianluca Castagna, poliziotto in servizio presso la Questura di Reggio Calabria, che avrebbe aiutato la ‘ndrangheta a far arrivare la cocaina nel porto di Gioia Tauro, insieme a tale Surace e un certo Genise Vincenzo portando avanti il traffico delittuoso. Spataro e Pezzano rispondono del reato di cui all’art. 74 del DPR 309/90 con l’aggravante di essere gli organizzatori dell’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e le pene richieste dalla Procura di Reggio Calabria ammontavano a 18 anni di reclusione a testa.
“Ritengo la sentenza di oggi un pronunciamento inedito - ha affermato l’avvocato Cosimo Albanese commentando l’assoluzione plenaria degli imputati dal reato associativo - in quanto non è mai accaduto che un Gup nel distretto di Reggio Calabria riconoscesse l’insussistenza di un fenomeno associativo per il traffico di sostanze stupefacenti. Sono molto soddisfatto dell’esito ottenuto allo stato, ma annuncio sin d’ora che saranno redatti motivi di appello per quanto riguarda tutte le incolpazioni riconosciute a Pezzano Cosimo, perché la difesa ritiene non esistano nemmeno le contestate ipotesi di cui all’art 73 DPR 309/90 per le singole cessioni di sostanze stupefacenti. Il lavoro ciclopico svolto, che ha anche dimostrato l’assoluta inconsistenza di tutta l’attività investigativa svolta sui viaggi all’estero degli indagati, è stato di avere formato un fascicolo della difesa con moltissimi allegati tra cui alcune consulenze tecniche di parte. La prima redatta dall’Arch. Antonio Milicia da Locri e la seconda dall’Ing. Mauro Davide Vigè da Cosenza, entrambe sulla questione delle intercettazioni, in particolare, quella dell’Ing. Vigè sulla validità delle intercettazioni medesime e sulle capacità del soggetto ascoltatore di comprendere in maniera corretta quanto in esse trascritto. Grazie a questo supporto tecnico, abbiamo rilevato molteplici discrasie, ma le attività difensive si sono avvalse anche della consulenza redatta dall’Arch. Giuseppe Staltari da Siderno”.

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