È ora di svegliarci dal torpore e dalla paura

Lun, 07/01/2019 - 17:00

L'anno 2018 si è chiuso in bellezza, o meglio, in bruttezza: una città, Reggio Calabria, la più popolosa della Regione, che sembra stata mitragliata da un autotreno di spazzatura a lancio rapido, infestata da sacchi e secchielli di ogni tipo, dappertutto, con erbacce che una giungla indiana non ha mai conosciuto e con buche ispide e sterminate per le strade. Comprese le parti di recente asfaltate.
C'è stato anche chi è morto, affossando nelle buche, ma si sa: piangere un morto son lacrime perse. Il brutto è quando sono perse anche le speranze.
Come regalo di Natale centinaia di dipendenti dell'eccellente istituto sanitario privato De Blasi si sono visti recapitare una lettera di licenziamento forzato, causa un'annosa questione di pagamenti derivanti dalle decisioni della buonanima del Commissario Scura, che per risolvere il problema Sanità ci ha tolto almeno dieci anni di salute cadauno!
Comunque la sintesi di tutta la questione mala sanità calabrese è: dovete morire tutti, come i topi, chi ha i soldi si può andare a curare al freddo e caro Nord!
Centro "riggitano" illuminato nel raggio di 2 km… oltre 2 km di circonferenza… la desolazione, la morte, l’abbandono.
Solo a titolo esemplificativo, nella periferia nord della città, Gallico Marina, permane da settimane uno scempio umano: lastre di Eternit "sciancate" da ruspe che hanno demolito un fabbricato abusivo decennale… l’amianto era sul tetto ma non "sapevano ci fosse". Che peccato. Soprattutto considerare che, per quanto brutto prima, almeno non costituiva un'ecobomba, mentre ora la mia anima piange pensando all’amianto sfarinato nella sabbia della viciniora spiaggia. Ancora, più avanti, si possono intravedere i resti di un bellissimo albergo/ristorante, in auge fino a metà anni '80 (Fata Morgana) che, a oggi, assomiglia più a una casa delle streghe… nessuno si domanda che fine abbia fatto o possa fare.
Non aggiungo numeri all'elenco delle opere e dei fabbricati abbandonati, disseminati ovunque, compreso il centro storico.
Il simbolo di una città abbandonata e degradata si vede da chi, una domenica di dicembre qualunque, aveva deciso di andare allo stadio, ma non c'era nessuno che vendesse i biglietti: i palchi erano vuoti e fuori c'era gente a non finire che avrebbe voluto entrare.
Abbiamo un governatore domiciliato e “garantito”… giusto a fine anno, quando c'erano da definire le leggi più importanti, quelle che la Regione Calabria si lascia sempre per il 31 dicembre. Auguri ai Comuni per la partenza delle ATO rifiuti dal 1º gennaio. Ancora non ci credono nemmeno loro, probabilmente, forse non hanno capito che, ogni mese, i Gestori degli impianti vorranno essere pagati per non fargli avere la spazzatura per strada (banalizzazione di un'intera LR 14/2014, ma che esprime il concetto!).
Abbiamo due buone notizie: la Corte Europea accetta il ricorso dell'Oasi, storico e bellissimo villaggio balneare e ristorante reggino, interdetto dalla prefettura… E un'altra grossa Società reggina, la FFC costruzioni di qualità srl, si vede accolto dal Tar di Reggio Calabria il ricorso per la seconda interdittiva… peccato che il 31/10/2018 il Tribunale Fallimentare di Reggio aveva dichiarato fallita la Società!
Parimenti mi vengono in mente altre società, che davano da mangiare a centinaia di poveri padri di famiglia (Ased srl, Radi srl e così via… l'elenco è lunghissimo e si estende a tutta la Regione!).
Dopo decenni di mare inquinato, in una volta sono stati sequestrati 14 depuratori della provincia di Reggio Calabria: dopo più di un mese di "comprensione del problema" da parte di chi è stato incaricato di rimettere a posto la situazione, adesso aspettiamo di avere un mare blu… oppure gli ennesimi divieti di balneazione coincidenti con l'inizio della stagione estiva.
Abbiamo in carcere un tale che si chiama Paolo Romeo, avvocato di lustro e politico di tutto rispetto, da maggio 2016, detenuto per essere il "manovratore di una cupola massonica oscura che ha attanagliato la città di Reggio Calabria" e attualmente senza capi di accusa sulle spalle, visto che la Cassazione ha rigettato tutto: con lui albergano nelle carceri o agli arresti domiciliari o sono ancora in causa almeno altre 15 persone per essergli stati amici. "Casca la terra… tutti giù per terra!”
Meno male che lui la prende a ridere: gioca a carte e si conferma leader indiscusso, anche dietro le sbarre.
Abbiamo in carcere un ex governatore della Calabria, checché se ne dica uno dei pochi politici carismatici degli ultimi anni (a prescindere dal colore politico), con l'accusa di falso d’ufficio.
Nel 2018 abbiamo avuto un numero infinito di sindaci e compagnia bella arrestati (nel solo mese di luglio, cinque e dico cinque sindaci arrestati!), poi liberati, un altrettanto numero infinito di commissioni di accesso, manipolate spesso da nemici politici, inviate nei comuni, da cui sono derivati spesso e volentieri scioglimenti.
I motivi degli scioglimenti spesso sono da interpretare nei vari omissis del report della Prefettura… Ma ci sono Sindaci che non si arrendono e a loro va tutto il nostro incoraggiamento!
Poi ci sono state le maxi operazioni, quelle che ti fanno rimanere a bocca aperta: circa 170 arresti a gennaio 2018 nel crotonese (operazione Stige), cui sono seguiti quasi subito una raffica di scarcerazioni disposte dal Tribunale del Riesame, talvolta per vizi di forma, e una serie di annullamenti (in taluni casi senza rinvio) di ordinanze. Ad oggi sono 80 gli imputati rinviati a giudizio.
La sinistra scompare.
E la destra cavalca l’onda.
Nel 2019 la coalizione di destra, della cui vera destra è rimasto ben poco, salirà agli altari.
Ma l'esaltazione che c'è già da ora e che arriverà al picco in quel momento non dice niente sulla buona politica e sulla sicurezza e fiducia che la gente ripone in essa.
Dice di più sulla delusione che si ha degli ultimi governi della cosiddetta sinistra.
Cantare vittoria perché gli altri sono incapaci a me farebbe piangere.
Che dire di più? I fatti si commentano da soli. E il Tempo è il migliore Amico dell’uomo.
Tuttavia è ora di svegliarci tutti dal torpore e dalla paura, perché è in atto un forte attacco alla nostra dignità di cittadini liberi, alla nostra democrazia e al diritto di avere una terra sana, pulita, legale, edulcorata da pregiudizi, di ogni tipo e a ogni livello, e non politicizzata, ma piuttosto orientata alla buona politica, quella della Res Publica. Mi piace molto questo motto grecanico, che ho imparato da poco, che racchiude tutto il calore di noi calabresi e l'unico modo per riscattarci: Ismìa pame macrìa (Insieme andremo lontano)!
Per quanto mi riguarda, probabilmente, il mio viso o il mio nome lo potrete leggere a breve sui giornali, prima di entrare anch'io nel girone dei nemici del Potere, ma onestamente preferisco penare per una mia idea, piuttosto che per un'opinione altrui! Auguri a tutti noi calabresi.

Autore: 
Margherita Tripodi
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